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Crisi euro e paesi arabi

Fuga di capitali: Golfo è bello

31 Maggio 2013 di  Hamza Boccolini

Consistenti flussi di capitali europei, e anche uomini d’affari, lasciano l’eurozona in crisi investono nei paesi arabi della regione petrolifera. Mete preferite Dubai e il Kuwait. Parla l’analista economico Mohammed al Amrani.

Fuga di capitali: Golfo è bello
Il Vecchio Continente è interessato da un'ondata di capitali in fuga, fondi e persino uomini d'affari, verso l'estero e in particolare verso i paesi arabi del Golfo.

La regione petrolifera ha infatti saputo resistere alla crisi economica mondiale o almeno ne è stata meno danneggiata, e ora sta traendo un forte beneficio da questo, attirando capitali in fuga dalla crisi dell'eurozona. Un beneficio dettato dalla paura degli investitori e di coloro che hanno dei capitali in Europa, sia a causa delle crisi che stanno colpendo paesi come Cipro, che dell'erosione dei loro capitali a causa di tasse e imposte alle quali ricorrono sempre più i loro governi.

Meta privilegiata per questi investitori è l'Emirato di Dubai (uno dei sette che costituiscono la Federazione degli Emirati Arabi Uniti), il quale sta registrando un'impennata dei suoi mercati finanziari ed immobiliari grazie ai capitali in uscita dall'Europa: "Vi è un forte movimento di capitali - ha spiegato alla tv satellitare al Arabiya il presidente dell'Unione bancaria araba, Adnan Yussuf - verso la zona del Golfo, non solo da Cipro ma da molti altri paesi europei".

Il fenomeno è diventato evidente quando a Cipro si è parlato di introdurre la tassa sui conti correnti, per fronteggiare la crisi economica che sta attraversando il paese. Il timore non solo dei grandi imprenditori ma anche del ceto medio e che a questo provvedimento si possa arrivare anche negli altri paesi dell'Unione Europea nel giro di pochi anni, nel caso in cui la crisi dovesse peggiorare. "Per questo - ha proseguito Yussuf - registriamo da un po' di tempo un enorme movimento di capitali dall'Europa verso i paesi del Golfo. Il mercato immobiliare e quello azionario sono quelli che ne stanno traendo più vantaggio da questo movimento di capitali. Il fatto che ci sia un ciclo continuo di capitali verso gli Emirati rappresenta un dato positivo che va ad incidere sull'economia di tutti i paesi del Golfo".

Della stessa opinione è anche l'analista economico arabo e membro dell'Associazione degli economisti sauditi, Mohammed al Amrani, secondo il quale "l'aumento delle contrattazioni nei mercati azionari della regione, e in particolare di Emirati e Kuwait, sono la prova dell'arrivo continuo di capitali dall'Europa in fuga dalle troppe tasse imposte in quei paesi e da possibili altre imposizioni previste per il futuro". Anche secondo l'economista saudita "gli Emirati sono il paese che ne sta traendo maggiore beneficio, seguita da Kuwait e lo notiamo attraverso il continuo apprezzamento degli immobili e delle azioni. La città che attrae di più i capitali europei è Dubai". Per questo al Amrani ritiene che "il vero problema in Europa è quello di rivedere le proprie politiche fiscali che invece di aiutarli provocano altre crisi economiche e l'aumento del debito pubblico. E' la tassazione che provoca panico tra gli investitori e i risparmiatori e li spinge ad andare all'estero e in particolare nei paesi arabi. Noi abbiamo visto un aumento degli investimenti nel settore azionario degli Emirati che è diventato esponenziale nelle ultime settimane, così come gli immobili hanno visto un notevole aumento dei prezzi e tutti gli analisti negli Emirati sono concordi che il motivo risiede nell'afflusso di capitali in fuga dall'Europa".
Hamza Boccolini
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Hamza Boccolini
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Informazioni sull'autore

Giornalista professionista, segue il mondo arabo per l’Agenzia Nova. Ha lavorato come capo servizio presso l’agenzia di stampa Aki – Adnkronos international, per la quale ha seguito le notizie diffuse dalle tv satellitari mediorientali, e prima ancora per l’agenzia Apcom. È stato docente di ‘Media nel mondo arabo’ per l’Università di Napoli l”Orientale’ e si è specializzato sui movimenti fondamentalisti islamici con un dottorato di ricerca all’Università di Parma. Ha vinto il premio Ischia per il giornalismo nel 2010 per i suoi articoli sulla galassia jihadista nel web. e nel 2013 il premio "Mare Nostrum Award" promosso dalla Grimaldi Lines per i reportage sulle autostrade del mare nel Mediterraneo, e il riconoscimento come "attore del partenariato tra Italia e Marocco" assegnato dall'ambasciata del Marocco.
In passato ha collaborato con diverse emittenti televisive e quotidiani come esperto di questioni mediorientali ed in particolare per le tv SkyTg24 e Canale Italia e per i giornali Libero, l’Indipendente e il Roma. Prima di diventare giornalista ha insegnato ‘Cultura islamica’ presso l’università degli Studi di Siena ed ha scritto pubblicazioni inerenti al mondo islamico come La vita del Profeta Muhammad (Di Salvo Editore 1999) L’Islam a Napoli (Intra Moenia editore 2002) Media e Oriente (Mursia Editore). E’ stato anche corrispondente per l’edizione araba della Bbc e France24.

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