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Nuova vita per l’olio di frittura

Il pieno di carciofini (sott’olio)

29 Novembre 2013 di  Simone Morano

“Fai il pieno d’olio”: in Lombardia un progetto sperimentale, finanziato con 70mila euro, per trasformare in carburante l’olio da cucina.

Il pieno di carciofini (sott’olio)
Friggi le patatine e produci carburante per i furgoni. È quello che accadrà tra poco in alcuni Comuni delle province di Milano e di Monza e Brianza grazie all’iniziativa “Fai il pieno d’olio, nuova vita per l’olio di frittura”. Il progetto prevede di raccogliere casa per casa l’olio proveniente da condimenti e fritture, per poi consegnarlo a un impianto di raffinazione dove verrà trasformato in biodiesel.

Si tratta di una sperimentazione pilota che coinvolgerà gli abitanti di Pozzuolo Martesana, Gessate, Bellinzago Lombardo, Cambiago (in provincia di Milano) e Cavenago Brianza (in provincia di Monza), per un totale di 34mila persone (corrispondenti a 12mila utenze). A dirigere le operazioni è CEM Ambiente S.p.A., società che si occupa tra l’Est Milanese e la Brianza della raccolta, del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani prodotti da poco meno di mezzo milione di abitanti, e che ha già messo in pratica questo tipo di esperienza con qualche centinaio di gastronomie e ristoranti del territorio.

L’olio da cucina riciclato e trasformato in carburante: sembra un’utopia, ma sarà realtà dall’anno prossimo, quando le famiglie dei paesi coinvolti riceveranno una piccola tanica per raccogliere l’olio. Quello usato per friggere o per cucinare, ma anche quello dei prodotti sott’olio, o semplicemente i condimenti destinati al cestino. Una volta riempita, la tanica dovrà essere consegnata alla piazzola ecologica del paese (ma sono previsti anche passaggi di veicoli di CEM Ambiente in occasioni particolari). A quel punto l’olio verrà raffinato e quindi usato come combustibile.

Come ha spiegato Virginio Pedrazzi, amministratore unico di CEM Ambiente, “già a metà del prossimo anno potremo verificare i benefici dell’esperimento, anche se il nostro obiettivo è di passare dagli attuali 130 grammi di olio per abitante all'anno a un chilo”: il che vorrebbe dire circa 33 tonnellate all’anno. Le difficoltà non mancheranno, perché un conto è raccogliere l’olio vegetale da poche centinaia di locali e un conto è farlo casa per casa. Come ci racconta Claudia Maria Terzi, assessore all’Ambiente di Regione Lombardia, “la Giunta lombarda ha finanziato l’iniziativa con 70mila euro, ed è normale che un piano sperimentale richieda un’iniezione di denaro all’inizio. Il nostro scopo, naturalmente, è quello di far sì che il progetto, una volta entrato a regime, riesca ad autofinanziarsi”. “Fai il pieno d’olio” si pone due obiettivi: da un lato quello di impedire l’inquinamento delle fognature (ancora troppo spesso, infatti, l’olio cucinato viene gettato – irresponsabilmente – nel water o nel lavandino); dall’altro lato quello di individuare un metodo di riciclaggio conveniente.
Terzi sottolinea che “questa fase sperimentale serve per valutare la fattibilità del progetto e verificare eventuali criticità pratiche (per esempio ogni quanto tempo sarà necessario procedere alla raccolta porta a porta: quindici giorni? trenta? Lo sapremo solo con la messa a regime). Certo, questo rappresenta uno dei mattoni che ci consentiranno di mirare a traguardi ambiziosi come quello di arrivare al 67% di raccolta differenziata entro il 2020 (oggi è di poco inferiore al 51 %), secondo quanto stabilito dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti”. La speranza, insomma, è quella di ottenere “nel medio periodo risultati significativi. Diminuire la dispersione dell'olio usato servirebbe a migliorare la qualità dell'ambiente".

“Fai il pieno d’olio” si rivolge, evidentemente, a tutti i cittadini, anche i più giovani (non a caso gli studenti delle scuole dei cinque comuni saranno coinvolti nella realizzazione della campagna di comunicazione destinata alla cittadinanza, tra spot radiofonici, promo televisivi e poster): la promozione della cultura del rispetto dell’ambiente si sovrappone, dunque, all’importanza della trasformazione in combustibile di un rifiuto che normalmente verrebbe sversato nelle fognature. Comportamento che presupporrebbe costi di depurazione molto alti: un litro d'olio versato in un milione di litri d'acqua è sufficiente ad impedirne la potabilità.
La raccolta degli oli domestici assume un’importanza sempre maggiore nel trattamento dei rifiuti: lo dimostra un’iniziativa simile a “Fai il pieno d’olio” messa in atto in alcuni Comuni brianzoli (Mezzago, Bellusco e Velasca, frazione di Vimercate) dalla Fondazione Idra: in questo caso l’olio vegetale, opportunamente trattato, verrà impiegato per riscaldare una scuola elementare.
Simone Morano
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Simone Morano
Simone Morano
Informazioni sull'autore
Nato a Seregno nel 1987, laureato in Linguaggi dei Media. Web writer, collabora con Lettera43 e GuidaConsumatore, ed è uno degli analisti della trasmissione di Raitre Tv Talk. Nel 2010 per Fermenti Editore ha pubblicato la raccolta di poesie "Hai perso una goccia".
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