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L’arte della scrittura

Calligrafia spirituale del contatto divino

07 Gennaio 2018 di  Giuseppe Lorin

Il museo della calligrafia di Istanbul, la scuola che tramanda l’arte dello scrivere. Adem Sen e la spiritualità del segno.

Arte calligrafica di Adem Sen Arte calligrafica di Adem Sen
Così come nelle sante icone acheropite la calligrafia spirituale ha bisogno di alta concentrazione e immedesimazione nel segno che, da tramite con il divino, viene fissato sulla pergamena, sulla umile carta, sulla ceramica o sulla tela ben tirata.

Il termine calligrafia non indica lo scrivere in se stesso, ma conferisce alla scrittura un significato di bellezza. Calligrafia, infatti, deriva dal greco καλòς calòs "bello" e γραφία graphìa "scrittura", cioè bella-grafia. Se l'arte dello scrivere a mano qui in Italia è scomparsa con gli ultimi amanuensi copiatori delle sacre scritture, della Bibbia, che arricchivano di miniature ornamentali i manoscritti e i libri antichi. In origine il termine aveva un significato più ristretto: la miniatura era l'immagine realizzata per decorare le lettere iniziali dei capitoli in un manoscritto, tradizionalmente di colore deciso, e tutto si svolgeva dai primi chiarori mattutini agli ultimi bagliori della sera sotto la luce di candele e torce negli antichi monasteri fortificati; sappiate che ad Istanbul oltre al Museo della Calligrafia, esiste una scuola di calligrafia dove l'arte dello scrivere viene tramandata da padre in figlio e Adem Sen è un maestro preciso e spiritualmente preparato.

Adem mischia gli inchiostri, intreccia trame preziose e ama confrontarsi con generazioni di studenti cui tramanda il suo sapere. Il calligrafo mischia gli inchiostri, intreccia trame Adem e il governatore di   Istanbulpreziose e ama confrontarsi con generazioni di studenti cui tramanda il suo sapere. Le bellissime opere di arte calligrafica si ispirano alle firme dei più importanti calligrafi dell'Impero Ottomano, alle scritture ornamentali, a libri e copie del Corano. L'arte di Adem Sen è gettare ponti di segni lievi e impeccabili tra l'umano e il divino, in un incessante dialogo cosmico intessuto dalle sue calligrafie. In Turchia la scrittura non è un semplice mezzo per scrivere, ma un'arte nobile che fa parte dell'Arte islamica dello scrivere bene che nasce con l'obiettivo di trascrivere il Corano mettendosi umilmente e spiritualmente in contatto con i princìpi del massimo Profeta. Il libro sacro della religione islamica è stato per secoli un modello per architetti, tessitori, pittori, educatori. La calligrafia, che segue precise regole di armonia e ritmo, era praticata non solo sulla carta, ma anche sulla ceramica, nelle moschee, nei mausolei, nelle stoffe e negli arazzi, sia ricamati che dipinti. Esistono delle comunità in cui quest'arte ha raggiunto livelli massimi di perfezione, in particolare le comunità Sufi in Turchia che, nei tekkè, conventi dei dervisci, l'hanno resa una forma di espressione mistica, un contatto trascendente.

Colui che scrive ovvero, il calligrafo, viene solitamente rappresentato seduto a gambe incrociate, che regge con la mano destra il calamaio e con la sinistra il feltro su cui poggia la carta, il papiro o la pergamena. La penna con cui si scrive è una canna secca chiamata qalam.

L'elogio dell'arte della calligrafia, centrale nella cultura islamica, vieta la riproduzione delle figure umane, suggerisce all'istante un accesso al divino attraverso la bellezza e la gioia anziché l'interpretazione errata della jihad e il martirio: il piacere della mano che impugna il qalam e gli odori inebrianti di inchiostri antichissimi scongiurano la lama del folle di dio o il fumo del tritolo dei kamikaze e predispongono alla pace universale predicata sia dagli ottomani sia dai cristiani sia da tutte le altre religioni.

Adem e il suo gattoAdem Sen è nato a Çanakkale, la città-porto nel sud della Turchia sulla costa dei Dardanelli, nell'Ellesponto e ha studiato al Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi di Istanbul. Il concetto di marketing da lui è inteso per farsi conoscere col donare a chi individua nell'amico la propria spiritualità, a chi sceglie lui come amico, donando un piatto, anzi il piatto, decorato da lui stesso. È in quel piatto che viene concentrata la cultura della tradizione calligrafica ed è al centro del piatto che viene scritto il nome o i nomi degli amici, perché è nel centro del corpo che risiede l'anima. Tulipani in boccio, fiordalisi, melograni si trovano in ghirlande incorniciate tra due giri concentrici di puntini bianchi a mo' di perline scaramazze. Insomma, si tratta di vere e proprie opere d'arte pazientemente elaborate a mano in modo certosino!

È un'arte mistica quella del calligrafo, come lo è Adem Sen, e la sua preghiera è l'intingere dolcemente la punta della canna nel calamaio per tingere le fibre, a volte l'azione è più rapida poiché l'inchiostro viene bevuto dalla carta e bisogna regolare la tempistica del tratto. È certo da programmare un viaggio ad Istanbul, la città dei sette colli come lo è Roma, per constatare quanto amore viene profuso nell'opera.
Giuseppe Lorin
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Giuseppe Lorin
Giuseppe Lorin
Informazioni sull'autore
Diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" di Roma. Ha lavorato con registi come Luca Ronconi, Richard Attemborough, Giuliano Montaldo, Orazio Costa Giovangigli, Gianni Amelio, Roberto Faenza, Franco Giraldi, Vittorio Sindoni, Ruggero Jacobbi, Andrea Camilleri, Mario Landi, Giorgio Presburger, Gennaro Duccilli, Vittorio Pavoncello ed altri... È laureato in Psicologia con 110/110 con la tesi: sul- l’autismo infantile e la sua evoluzione in età adulta in schizofrenia.
È stato assistente alla regia di Gianni Amelio e regista di diversi spettacoli teatrali con Fiorenza Marchegiani, Tiziana Bergamaschi, Cloris Brosca, Mirella Bordoni, Edoardo Siravo, Vanessa Gravina, Paolo Lorimer, Nicola Garofalo, Federico Frignani, Patrizia La Fonte, Adriana Ortolani, Shulamith Orvieto ed altri… È stato docente di recitazione al Teatro Belli per l'Associazione Culturale F.A.T.A. s.r.l. (Fuoco, Aria, Terra, Acqua) in collaborazione con l'Università "La Sapienza" Roma 3. Docente di “dizione” presso l’Accademia dello Spettacolo e di altre associazioni che organizzano Corsi di Dizione e di Recitazione. Sa recitare in Spagnolo, Inglese, Tedesco, Francese, Greco e Italiano. Nel mese di aprile 2009 ha recitato nei maggiori Teatri Romani dell’Andalucia, in lingua castigliana, il “Caligula o de lo imposible” nel ruolo di Cherea, l’antagonista di Caligola. È lettore di BIBLI, del Caffè Letterario di Via Ostiense 95, del Teatro Lo Spazio, dell’Accademia Tiberina e di altre realtà culturali. Tra le sue regie più apprezzate "Albertine o della gelosia", "Ritmo Spezzato", "L'Anima & la Voce", "Ero", "Colombe in volo" di Alma Daddario; "Onir" di Marcello Cioni, che gli è valso il Premio Schegge d’Autore come miglior attore protagonista; "Oblique Armonie Sulle Ali Del Tempo" di Mario Apice del CNR; "Domanda di matrimonio?" e "Il Candidato" di Luigi Lunari; "Ninfale Terzo" di Pierpaolo Poggi, "Scartafaccio, liturgie pasoliniane" scritto con Pierpaolo Poggi.
È autore teatrale e cinematografico iscritto alla SIAE. Ha vinto vari premi teatrali. Si diletta a scrivere… versi. È giornalista pubblicista; scrive interviste, articoli, recensioni per L’UNICO, ORIZZONTI, distribuito dalla Feltrinelli; IL TEMPO e SERVIRE, trimestrale del Sovrano Militare Ordine di Malta; è “guida”, per Villa Malta all'Aventino, dei Cavalieri di Malta.
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