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Associazione Kim Onlus

Il mondo in una stanza

28 Giugno 2013 di  Daniela Di Fiore

Volontariato e cooperazione hanno costruito a Roma La Casa di Kim per ospitare bambini di tutto il mondo che hanno bisogno di assistenza medica. Le madri lavorano in due laboratori. In 15 anni quasi 200 casi di oltre 40 Paesi diversi.

Il mondo in una stanza
Si chiama “KIM”, come il personaggio di uno dei più noti racconti di Kipling. E’ un’associazione che vuole identificare, in questo modo, il sogno di tutti i bambini ed i ragazzi di essere protagonisti della propria vita.

Nel romanzo di Kipling, infatti, Kim è un tredicenne povero ed orfano di un sergente irlandese, che si trova a girovagare nelle strade polverose dell’India coloniale del XIX secolo. Grazie alla sua conoscenza tanto delle consuetudini indiane quanto di quelle inglesi, Kim si pone come un ponte tra le due civiltà configurandosi come un cittadino dell'Impero più che di una kim foto 1delle due nazioni. La forza di volontà di Kim è il modello dell’associazione che si pone come obiettivo principale quello di adoperarsi affinché i bambini e gli adolescenti, colpiti da malattie o da devianza, possano scoprire e realizzare le loro aspirazioni.

L’Associazione KIM, una Onlus, nasce a Roma nell’ aprile 1997. I soci fondatori, tutti provenienti dal mondo del volontariato educativo e con esperienza di cooperazione internazionale, fanno propria la missione dell’impegno concreto nelle emergenze minorili. L’obiettivo dell’associazione è quello di intervenire a sostegno delle emergenze sanitarie per risolvere le problematiche di minori gravemente ammalati, che vivono in Italia in condizioni di disagio o in paesi le cui strutture sanitarie non consentono interventi terapeutici adeguati. La KIM si attiva così per consentire la loro ospedalizzazione e per garantire la necessaria assistenza sanitaria, psicologica e morale ai bambini ed alle mamme che li accompagnano. Impegno costante dell’associazione è agire all’interno delle maglie della cooperazione internazionale, laddove emergono gravi realtà di bisogno che attualmente chiedono sostegno indispensabile perché sia garantita la vita del singolo bambino, senza alcuna distinzione e nel riconoscimento dei diritti essenziali universalmente dichiarati e proclamati kim foto 2dalle Nazioni Unite. Infatti il motto dell’associazione è  “Costruire ponti di solidarietà”. Uno dei fiori all’occhiello dell’associazione  è "La Casa di KIM". La “Casa di KIM” è un centro di accoglienza per i bambini presenti a Roma per cure mediche e per le loro mamme. La Casa, che si trova a Roma, in via di Villa Troili ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), è il cuore delle iniziative dell’Associazione e il luogo di incontro e impegno dei volontari.

Nella Casa di KIM si vive in un clima familiare, interculturale, dove si “incrociano” persone di tutto il mondo ognuna con il proprio bagaglio culturale legato alla storia personale. Nella Casa c’è molta attenzione nei confronti delle mamme, che di fatto sono delle donne che si trovano a dover affrontare una migrazione forzata legata alla malattia del figlio che non può essere curato nel luogo di origine per mancanza di strutture adeguate, e per un periodo di tempo che non si conosce.  In questo contesto, lontano da tutti i legami familiari, spesso le persone ospitate  faticano a trovare una propria identità: è come se venissero travolti da tutta una serie di cambiamenti, di incertezze e di paure. Ed allora l’associazione organizza kim foto 3anche corsi di italiano e laboratori dove le mamme possono lavorare. Questo progetto si chiama la “Bottega di KIM” e comprende due laboratori artigianali: “Il Taglia e Cuci”, un laboratorio di taglio, cucito, maglia e uncinetto, e “Terracotta, che passione!”, un laboratorio in cui si modella l’argilla, si decorano  e si smaltano oggetti realizzati a mano.

La Bottega aiuta molto le mamme che, durante il loro soggiorno presso l’Associazione, vivono una condizione di sofferenza psicologica aggravata dai lunghi intervalli di tempo tra una fase e l’altra della terapia dei loro figli. L’essere attive nei laboratori le aiuta a superare i tempi morti e le malinconie che purtroppo connotano questi periodi. Il lavorare insieme per uno scopo comune contribuisce a renderle presenti e non semplici ospiti dipassaggio, come dicono i volontari dell’associazione “Non sentirsi solo aiutate, ma aiutare”. Inoltre, tutte le conoscenze e le competenze acquisite sono utili anche in una prospettiva futura, per attività da poter continuare nel paese di provenienza una volta tornati a casa.  La Casa è il contesto dove vengono messe in atto tutta una serie di interventi a sostegno di questa situazione.  Il voler ricreare un clima familiare è una scelta precisa della KIM, per dare la possibilità agli ospiti di vivere in un clima sereno, ricco di comunione e condivisione. Tutti gli ospiti possono professare la propria Fede in piena libertà e festeggiare tutti i momenti legati ai propri riti. Tutte le attività proposte e le attenzioni hanno l’obiettivo di far vivere i giorni difficili legati alla malattia anche come un momento ricco di opportunità per fare esperienze nuove, così che una volta ritornati nel loro Paese, i bambini e le loro mamme possano ricordare i giorni trascorsi alla Casa di Kim “anche come un periodo pieno di bei ricordi, di tante amicizie, di accoglienza vera”, sottolineano i volontari.
kim logoLa conduzione della Casa
 è affidata al direttore generale Daniela Cosmelli coadiuvata da una equipe formata da tre educatori e da un responsabile dei servizi generali

I bambini che KIM, ad oggi, ha ospitato insieme alle loro mamme, sono oltre 180, anche se le richieste pervenute all’associazione superano i 400 casi. I bambini accolti nella casa di KIM parlano tutte le lingue del mondo. Infatti i piccoli ospiti che in questi anni sono stati accolti nella Casa di Kim provengono da Ucraina, Bielorussia, Russia, Armenia, Romania, Georgia, Moldova, Bulgaria, Senegal, Congo, Burundi, Rwanda, Burkina Faso, Uganda, Costa D'Avorio, Camerun, Kenia, Eritrea, Etiopia, Zambia, Togo, Marocco, Somalia, Niger, Nigeria, Tanzania,  Tunisia, Palestina, Iraq, Iran, Kurdistan, Afghanistan, Albania, Montenegro , Macedonia, Bosnia, Serbia, Kosovo, Srilanca, Bangladesh, Cina, Filippine, Venezuela, Perù, Messico, Equador. Tanti bambini, diversi tra loro, per nazionalità, lingua, cultura, ma con un unico grande sogno: guarire dalla malattia e ritornare alla loro vita. E per questo, per realizzare il sogno di questi bambini, è possibile aiutare l’associazione, destinando il cinque per mille o facendo donazioni volontarie attraverso
Banca Popolare Etica: IBAN IT52 C050 1803 2000 0000 0107 373 intestato a : Associazione KIM Onlus
BNL Gruppo BNP Paribas: Associazione KIM Onlus IBAN: IT93O0100503202000000000030
c/c postale: n° 95051009 intestato a: Associazione KIM Onlus Via di Villa Troili, 46 00163 Roma
Bonifico postale: IT24 Z076 0103 2000 0009 5051009 intestato a: Associazione KIM Onlus Via di Villa Troili, 46 00163 Roma.
Daniela Di Fiore
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Daniela Di Fiore
Daniela Di Fiore
Informazioni sull'autore
Giornalista pubblicista e professoressa di lettere alle scuole superiori presso la sezione ospedaliera del policlinico Gemelli di Roma. Napoletana, orgogliosa di esserlo.
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