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Terrorismo

Grande Moschea di Roma, attentato Istanbul ricorda di non abbassare mai la guardia

02 Gennaio 2017 di  Hamza Boccolini

“Colpire i giovani è l’esempio più eclatante di negazione del futuro”. Una nota del Segretario Generale del Centro Islamico Culturale d’Italia.

Grande Moschea di Roma, attentato Istanbul ricorda di non abbassare mai la guardia
L’attentato avvenuto nella notte di Capodanno a Istanbul, dove i terroristi hanno aperto il fuoco su giovani che festeggiavano l’arrivo del nuovo anno uccidendo 39 persone, “ci invita a riflettere sul fatto che non bisogna mai abbassare la guardia contro il terrorismo che colpisce tutti indistintamente”. E’ quanto si legge in un comunicato diramato dal Segretario Generale del Centro Islamico Culturale d’Italia, noto come la Grande Moschea di Roma, Abdellah Redouane.

“Abbiamo sperato che l’inizio del nuovo anno avrebbe potuto lasciarsi alle spalle il panorama di violenza e terrore che ha segnato il 2016, caratterizzato da una scia di attentati e di guerre – si legge nella nota - per lasciare il posto alla serenità e alla pace. Invece i terroristi hanno deciso di entrare in azione anche nella notte di Capodanno colpendo giovani di diverse nazionalità e culture riuniti ad Istanbul sul confine tra Europa e Asia. Colpire i giovani proprio all'inizio di un nuovo anno è l'esempio più eclatante della volontà di morte e negazione del futuro".

"Questa strage sanguinosa  mira a colpire persone innocenti, la cui unica colpa è quella di voler vivere in un mondo diverso da quello che invece i terroristi vogliono imporci e che siamo chiamati a contrastare, come facciamo da sempre, con l’arma del dialogo tra le culture e le religioni e la lotta al terrorismo e all’estremismo ideologico che è alla base dell’azione di questi criminali”. "Nel presentare i propri sentimenti di cordoglio il Centro Islamico Culturale d'Italia si stringe ai familiari delle vittime ed è vicino, con viva partecipazione, al popolo turco e alla Repubblica di Turchia". 
Hamza Boccolini
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Hamza Boccolini
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Informazioni sull'autore

Giornalista professionista, segue il mondo arabo per l’Agenzia Nova. Ha lavorato come capo servizio presso l’agenzia di stampa Aki – Adnkronos international, per la quale ha seguito le notizie diffuse dalle tv satellitari mediorientali, e prima ancora per l’agenzia Apcom. È stato docente di ‘Media nel mondo arabo’ per l’Università di Napoli l”Orientale’ e si è specializzato sui movimenti fondamentalisti islamici con un dottorato di ricerca all’Università di Parma. Ha vinto il premio Ischia per il giornalismo nel 2010 per i suoi articoli sulla galassia jihadista nel web. e nel 2013 il premio "Mare Nostrum Award" promosso dalla Grimaldi Lines per i reportage sulle autostrade del mare nel Mediterraneo, e il riconoscimento come "attore del partenariato tra Italia e Marocco" assegnato dall'ambasciata del Marocco.
In passato ha collaborato con diverse emittenti televisive e quotidiani come esperto di questioni mediorientali ed in particolare per le tv SkyTg24 e Canale Italia e per i giornali Libero, l’Indipendente e il Roma. Prima di diventare giornalista ha insegnato ‘Cultura islamica’ presso l’università degli Studi di Siena ed ha scritto pubblicazioni inerenti al mondo islamico come La vita del Profeta Muhammad (Di Salvo Editore 1999) L’Islam a Napoli (Intra Moenia editore 2002) Media e Oriente (Mursia Editore). E’ stato anche corrispondente per l’edizione araba della Bbc e France24.

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