Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

Follow Us

Terry De Nicolò e la favola delle api

23 Settembre 2011 di 

Un film su questi ultimi anni di berlusconismo, a sua volta sintesi dell’ideologia neoliberista in salsa cattolica, dovrebbe iniziare con l’intervista alla escort Terry De Nicolò seguita dalla replica del direttore del Giornale Sallusti nella trasmissione “L’ultima parola”.

Terry De Nicolò e la favola delle api
Sintesi di trent’anni di sottosviluppo culturale, i due personaggi Terry De Nicolò, escort e Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, sono totalmente simmetrici: parlano dal fondo del loro inferno, sentendosi invece al centro di un sistema vincente e funzionante.
Secondo Terry, donna usata come tangente da Tarantini, è assolutamente normale vendersi. Un privilegio per donne belle in quanto, osserva : “ come dice Sgarbi, la bellezza è un valore”.
E poiché è un valore presuppone una vendita. Al netto di ogni dignità.
In pochi minuti si forniscono dettagli sulla ’ideologia cultura attuale chiamata “libertà”, che sia ben chiaro, si ferma laddove inizia la retorica sull’aborto, sulla procreazione assistita e sull’eutanasia. Tre espressioni di libertà appunto vietate o ostacolate dagli stessi che esaltano la vendita dell’essere umano.
Terry esprime il suo disprezzo per chi guadagna “solo” due mila euro al mese; per le eguaglianze: “ le racchie devono starsene a casa”, in quanto non potrebbero vendersi appunto, e quindi non in grado di creare ricchezza. Disprezzo per chi ha tentato in questi anni di difendere ultimi spazi di libertà: “quelle che parlano di ruolo delle donne hanno rotto i c…”.
Terry esprime disprezzo anche per chi non vive come Tarantini. Cioè una vita intera passata in una interminabile questua da Berlusconi per poter garantire dipendenze assurde, a se stesso e a sua moglie. “Per poter vivere da leone come lui, uno si dovrebbe vendere la propria madre”, osserva con distacco da economista Terry.
Terry disprezza la libertà, appunto, e esalta la “servitù volontaria” come era stata descritta da La Boétie già nel ‘500.
Sallusti come Terry, in una puntata di Exit , aveva dichiarato tranquillamente che se “a 37 anni non hai una casa di proprietà sei un fallito”, con noncuaranza totale di statistiche, dati e osservatori sulla questione del lavoro dei giovani e sulla mancanza di libertà di accesso a questo. Per l’onorevole Stracquadanio invece “vendere il proprio corpo per fare carriera in politica è una forma di libertà”.
Non importa poi se chi si vende amministra poi la res pubblica come rappresentante dei gusti sessuali di un altro.
Il concetto viene poi quotidianamente ribadito da Sgarbi nei pomeriggi Mediaset. Qui il politico di centro destra esalta la gloriosa libertà della donna “che si vende”, in genere tra strepiti e schiamazzi. Ragioni ottime per invitarlo sempre in tv.
Più che appuntarsi su morale parrocchiale, in realtà, in questi anni si sarebbe dovuta porre un’altra questione: si è liberi di disprezzare la propria vita e di umiliarsi? C’è un limite?
La Francia paese dei diritti umani ha per esempio vietato il “lancio di nani”. Degli esseri umani affetti da nanismo venivano appunto lanciati come delle palle da volley nel corso di show dei record. Ma loro erano felici di sottoporsi a questa umiliazione dietro pagamento. Pur essendo anche quella una forma di libertà, il gioco è stato vietato. E’ solo un esempio e si potrebbe continuare all’infinito. Soprattutto porrebbe non pochi problemi vietare a una donna o a un uomo di vendere il proprio corpo. Ci aveva rozzamente provato la ministra Pari Opportunità Mara Carfagna, ma se la “punizione alla prostituta e al cliente” non è mai riuscita a diventare legge perché avrebbe coinvolto direttamente il presidente del consiglio è spesso diventata ordinanza di qualche sindaco zelante. Le prostitute indecorose, quelle per tutti, un po’ cheap ma egualmente giovani, e soprattutto schiave di un meccanismo feroce di sfruttamento, sono punite.
Le strade non possono essere teatro dell’ignobile spettacolo di compravendita. Mentre è assolutamente lecito che ciò avvenga in tv e sulla scena politica. Sono lecite quelle che, come sostiene Terry De Nicolò, si presentano “al cospetto dell’ imperatore non con un abito da cento euro ma almeno da tremila e gioielli da cinquemila”. Anzi sono  incoraggiate dagli uomini del premier come espressione di vitalità e leggerezza necessarie in un mondo di cupezze.
E quale figura più attuale di Sallusti, incarnazione del moralista perverso, che al rientro in studio dopo l’intervista alla prostituta si dissocia dalla “signorina” come se fosse una figura disdicevole, estranea a lui e al suo mondo, dopo che ha consacrato fondi, articoli e invettive unicamente in difesa della libera vendita della donna, e mai sull’opportunità che un capo di governo si attorni di esseri umani in vendita.
Il moralismo del giornalista però va ben oltre. Evoca la necessità di una “libera inchiesta, perché siamo uomini liberi” dice, circa le porte di Arcore che si “spalancano per i poveri e non solo per le depravate come De Nicolò” . Perciò se la depravazione riguarderebbe  solo la donna, come in ogni santa ideologia cattolica, si dovrebbe invece far luce sulle generose beneficenze del signore di Arcore, come se questi fosse appunto un “imperatore” e non il servitore della democrazia. Magari quello che dovrebbe adoperarsi a sviluppare politiche per i diritti umani, visto che in materia, la cattolica Italia è il fanalino di coda dell’Europa.
In studio si continuavano a separare le dichiarazioni delle due prostitute De Nicolò – Sallusti dalla situazione economica. Ma erano i migliori protagonisti della cultura neoliberista, così ben descritta nella settecentesca favola “Favola delle api” di Bernard de Mandeville.
La favola sul modello di quelle di La Fontaine racconta la storia di un’arnia in cui ognuno è un po’ ladro. Ognuno scrocca agli altri ma si dice che l’alveare è ricco. Siccome siamo agli inizi del XVIII secolo, e c’è nell’aria una certa influenza religiosa, i furbetti si sentono un po’ colpevoli , e un bel giorno decidono di diventare onesti. I commercianti non rubacchiano più. I bordelli si chiudono, e via di seguito. Le conseguenze sono che, per esempio, le prostitute che avevano bisogno di bei vestiti per sedurre i loro clienti non hanno più bisogno di nulla perché sono diventate virtuose, alcune sono entrate in convento, e dunque i sarti che facevano bei vestiti diventano poveri. E poiché non chiedono più stoffe, anche i commercianti in stoffe diventano poveri. Così l’alveare diventato onesto entra nella decadenza.
La morale sarebbe che “i vizi privati fanno la virtù pubblica”. Ma più di tutti il sottotitolo della favola svela l’antropologia liberale di cui oggi assistiamo al massimo del compimento e della decadenza: “siate il più possibile avidi e egoisti. Spendete al massimo per il vostro piacere perché così fate il meglio per la prosperità della vostra nazione e la felicità dei vostri concittadini”. Liberalismo come liberazione dei vizi privati e delle passioni private , di quelle che si chiameranno all’epoca di Freud le pulsioni. E che hanno confermato il passaggio da un’ economia del desiderio a un mercato del godimento indotto e imposto di cui Terry De Nicolò è espressione perfetta.
Peccato che l’idea che il vizio privato determini la virtù pubblica è un’idea falsa. Perché gli interessi non si armonizzano mai e prevalgono gli interessi del più forte. Così la prostituta non è mai libera perché dipende da un rapporto di potere del cliente.
E così le conseguenze del fallimento di questo sistema sono ogni giorno sotto ai nostri occhi.
Sabina Ambrogi
© goleminformazione.it - riproduzione vietata
Sabina Ambrogi
Sabina Ambrogi
Informazioni sull'autore

Autrice televisiva, saggista, traduttrice. Collabora in Italia  con Repubblica, il Fatto Quotidiano, il Manifesto (nella pagina Visioni). In Francia,  per  il portale francese Rue89.com e TV5 Monde. Esperta di media , comunicazione politica e rappresentazione di genere all'interno dei media, è stata consigliera di comunicazione di Emma Bonino quando era  ministra delle politiche comunitarie. In particolare, per Red Tv ha ideato scritto e condotto “Women in Red”  13 puntate  sulle  donne nei  media. Per Donzelli editore ha pubblicato il saggio “Mamma” e per Rizzoli ha curato le voci della canzone napoletana per Il Grande Dizionario della canzone italiana.

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Articoli dell'approfondimento

In copertina sempre meglio una donna
Indignazione in Francia per la copertina dell'Express
Se non può essere nuda non resta che pescare negli stereotipi maschio-contro-femmina. L’importante è salvare la faccia buttandola in politica. In Francia l’ultima copertina dell’Express ha fatto discutere. In Italia l’Espresso sintetizza la crisi della Grecia con una bandiera dipinta sulla natica di una modella. E non si discute.
Lolite e baby gigolò nella pubblicità: di chi è la colpa?
C’è chi se la prende con i genitori dei bambini, chi con la rivista, altri con i pubblicitari che a loro volta si dicono disperati dalle richieste dei clienti. Così si dimentica il vero responsabile che pure si autodenuncia col suo nome scritto a lettere cubitali.
Odio razziale mascherato da femminismo (ipocrita)
Con la scusa di denunciare la condizione delle donne molestate per strada, il documentario “Femme de la Rue” che sbanca sui media francesi propaganda l’equazione “i ricchi non sono maschilisti, i poveri e gli immigrati sì”. Ma le associazioni per delinquere di stampo culturale fanno finta di non accorgersene.
Libertà sessuale e sfruttamento
A proposito di due vicende che hanno visto coinvolti due italiani in Tunisia, dell’omofobia nei Paesi musulmani, del turismo sessuale che per un terzo è gay ed è praticato principalmente dagli under 30 e delle donne che comprano i fidanzati.
Il corpo delle atlete
Competizioni, agonismo e sforzo atletico lasciano spesso il posto a primi piani su costumi e fondoschiena. De Coubertin sosteneva che “I Giochi Olimpici devono essere riservati agli uomini, le donne devono prima di tutto incoronare il vincitore”. Un secolo dopo qual è l’immagine che sta diffondendo Londra delle donne? Quella imposta dal meccanismo del marketing.
Sei incinta? Ti assumo
Primi casi in controtendenza negli Stati Uniti, il Paese che spende meno per i bambini e che non sempre garantisce il congedo per maternità. Brasile e Vietnam assicurano maggiori tutele. In Italia è Bankitalia a puntare sulle donne: un tasso di occupazione femminile del 60% innalzerebbe il Pil di 7 punti.
Le dimissioni di Minetti e la prostituzione del giornalismo italiano
Tutti le chiedono ma nessuno spiega perché. Fino a qualche mese fa il Pdl e Berlusconi consideravano la consigliera dalla bocca pneumatica persona di elevatissimo spessore culturale. Un caso da manuale che rivela rimozioni e complicità.
Il sesso utile delle giornaliste francesi
Quando i valori della famiglia sono politica e informazione. Dal neo presidente Hollande ai ministri del Lavoro e della Pubblica Istruzione passando per Strauss-Khan e le relazioni teoricamente segrete di Sarkozy.
Lorella Zanardo: Occupy Rai
Per la prima volta una candidatura al Cda della tv pubblica non viene dalla politica. Per la prima volta perfino Bersani si accorge che qualcosa è (potrebbe essere) cambiato. E il nome dell’autrice del web-documentario “Il corpo della donne” non arriva dalla rete ma attraverso la rete.
Beatrice Cenci, la giovane ribelle
Condannata per parricidio assieme ai fratelli, venne giustiziata a 22 anni. La morte del padre (autoritario e violento), le indagini e il processo ripercorsi attraverso la documentazione dell’Archivio Storico di Roma. Il dubbio su un verdetto voluto da papa Clemente VIII che acquisì così il patrimonio della famiglia nobiliare.
Amo’… che al cor gentil ratto (o zoccola) s’apprende
Stralci dell’antropologia femminile nell’epoca del berlusconismo. Nomi da fumettone di provincia, Iris, Ines, Marystelle, Nicole, Ruby… Questo primo reality- feuilleton restituito dalla procura di Milano ha due tratti fondamentali: la sceneggiatura da Oscar e l'uso consapevole che le donne fanno del loro corpo con l’assimilazione totale del disprezzo verso se stesse.
Le camicette a fiori: il programma di Marine Le Pen
I simboli sua religione, come il maquillage di Berlusconi e la canotta di Bossi, parlano molto di più dei suoi programmi: le camicette a fiorellini da Francia profonda, le rouche sovradimensionate affollate sotto il collo allentato e il sorriso infantile.
Le donne in politica ci sono… per fortuna
Della scarica di accuse a Rosi Mauro e delle frasi da epuratori etnici usciti dall'adunata di Bergamo si deve conservare per saggi di antropologia l'articolo del Foglio del 7 aprile: Ritratto del Capo nella sua isola delle femmine. Un racconto dell'Italia arcaica e arretrata non solo per i protagonisti ma soprattutto per l'opacità e l'acriticità dello sguardo di chi scrive.
Quanto è lontana l'Italia dai siti (sani) del sesso...
Non si contano neppure le ragazze che si pagano gli studi con le sex cam, prostituzione internet, come non si conta la fruizione di youporn. In Francia invece www.educationsexuelle.com è concepito da esperti per la sessualità degli adolescenti, destinato a genitori e ragazzi, corredato da70 video di approfondimenti con esperti e forum aperti.
Le femministe moraliste
La sciura Maria Luisa Agnese di Corriere.it. L'archivio di video della rubrica è un trattato di sociologia. Che dire del fenomeno della cantante Adele? Si chiede la giornalista: come avrà fatto a imporsi nello show biz così grassa?
La farfallina della politica che non vola mai
Lorenzo Calza disegnatore di “Julia” per Bonelli, e inventore di She, una donna problematica e complessa, ha giustamente ingrandito solo il dettaglio inguinale senza testa (che tanto non serve) di Belen e ha sostituito la farfalla con una svastica.
L’apartheid di Lego per le bambine
Il più tradizionale gioco del mondo inaugura le quote rosa e apre un “ghetto” fatto di cucine e saloni di bellezza tutti di mattoncini colorati.
Le indignate
Il ruolo centrale dei corpi delle donne nelle proteste in tutto il mondo e le risposte del mercato: la “Diesel” ha messo in commercio ginocchiere per praticare sesso orale senza provare dolore alle ginocchia. Si chiamano “Blowjob kneepads”.
Donna letterata? Meglio letterina
Riflessioni sull’articolo (provocazione?) che invita a togliere i libri alle donne per fare più figli e impedire l’immigrazione. Versione moderna della raccomandazione dei gerarchi fascisti: “chiavate e lasciatelo dentro”.
Il Ramadan via satellite e la libertà del corpo
Le ispezioni vaginali della polizia del Cairo suscitano meno scandalo della foto nuda che una ragazza egiziana ha pubblicato su Facebook in segno di protesta.
La maternità della Chiesa cattolica
Otto facciate dei quattro basamenti su cui poggiano le colonne dell’altare del Bernini in San Pietro, raffigurano i momenti salienti della gestazione. Fino al parto. Lo stemma di Urbano VIII, che commissionò l’opera, si gonfia come un ventre gravido.
Le scuse di Strauss Kahn e quelle di Berlusconi
Le differenze tra la porno-questione italiana e quella d’oltralpe. Uno non aveva un ruolo di guida del paese ma solo la velleità, non paga le prede, semplicemente ne approfitta e poi nega di averlo fatto. Si potrebbe dire che ha un maggiore senso dello Stato. L’altro dovrebbe invece servire il paese ma fa pagare alla collettività i suoi gusti sessuali e poi inchioda il parlamento a occuparsi della sua vita.
Terry De Nicolò e la favola delle api
Un film su questi ultimi anni di berlusconismo, a sua volta sintesi dell’ideologia neoliberista in salsa cattolica, dovrebbe iniziare con l’intervista alla escort Terry De Nicolò seguita dalla replica del direttore del Giornale Sallusti nella trasmissione “L’ultima parola”.
La diva chenoncè
Hatsune Miku, pop star di enorme successo in Giappone, ha 16 anni, è alta 1 metro e 58 centimetri e… non esiste. E’ figlia di un software e un’invenzione commerciale che affonda le radici nel tamagochi e che nasconde non poche insidie.
Miss Italia: le nuove cavie dell’industria
La violenza della manifestazione non ha limiti. Per le ragazze alle quali viene ipocritamente ripetuto che “sono belle lo stesso”, il “no” si trasforma in disperazione. Alcune piangono e si chiedono cosa c'è nei loro fianchi che non vada. In verità non si butta niente.
L'Italia dentro al burqa
Multa di 500 euro alla donna che indossa il velo e un anno di carcere a chi l’ha “costretta”. La proposta di legge sarà in aula a settembre. Occuparsi di “liberare le donne islamiche” evita all’opinione pubblica sempre più impaurita e confusa di pensare ai diritti delle donne che si stanno frantumando a velocità mai vista imbrigliati in questioni di lavoro.
Roma: il mistero buffo del vademecum antistupro
Il sindaco Gianni Alemanno con la scusa della sicurezza delle donne distribuisce un opuscolo pieno di pensierini elementari che incita alla caccia all’immigrato e all’acquisto di un prodotto di una società privata.
Pornopolitica: l’eclissi del desiderio
“Il godimento, il piacere, la soddisfazione stanno diventando un perverso piacere etico. Viviamo in una società dove ti devi sentire colpevole se non godi abbastanza. L'idea è quella di inventare se stessi continuamente”
Giovanna d’Arco e Barbie: se non ora, quando?
Mezzi di informazione e manifestazioni delle donne: tra resistenza patriarcale e arretratezza culturale dei media e della politica.

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni