Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

Follow Us

Le dimissioni di Minetti e la prostituzione del giornalismo italiano

20 Luglio 2012 di 

Tutti le chiedono ma nessuno spiega perché. Fino a qualche mese fa il Pdl e Berlusconi consideravano la consigliera dalla bocca pneumatica persona di elevatissimo spessore culturale. Un caso da manuale che rivela rimozioni e complicità.

Le dimissioni di Minetti e la prostituzione del giornalismo italiano
Le dimissioni di Nicole Minetti stanno in realtà mettendo in luce un caso di giornalismo da manuale. Sono richieste a gran voce da Berlusconi, e poi Alfano, e anche Daniela Santanché giù giù fino alle periferie della decaduta corte berlusconiana. Ma la consigliera resiste per poter avere il vitalizio che scatterà dal prossimo ottobre (ce ne dà notizia nel blog del Corriere Marina Terragni). Ad oggi, e se ne parla già da più di una settimana, nessuno mai, né tv né carta stampata, né video internet fa la sola e banale domanda che valga la pena fare ai politici del Pdl:
“Perché volete le dimissioni di Nicole Minetti?”

Perché non si fanno le domande evidenti? Questo svela un universo di rimozioni, di paure oltre che di complicità. Il quotidiano Repubblica ha passato un intero anno pubblicando ogni giorno: “ le dieci domande a Berlusconi”. Ma fu Miguel Mora, allora corrispondente del quotidiano spagnolo El Pais a fare la domanda più banale del mondo a Berlusconi dopo lo scandalo appena scoppiato dei festini di Arcore: “scusi presidente, perché non si dimette?”. Per il solo fatto di averla posta, e davanti a un parterre di stampa internazionale in occasione del vertice italo- spagnolo alla Maddalena, Mora divenne più famoso di una rock star. Tutti i media italiani cominciarono a intervistarlo come uno che fa le domande, considerandola evidentemente una circostanza davvero speciale. Mancava solo che gli chiedessero “ come hai fatto a pensare una roba così?”

Nell'ultimo articolo pubblicato da Repubblica sulle dimissioni richieste alla consigliera il giornalista non ha fatto cenno al perché queste si stanno chiedendo giacché tutto il Pdl si univa alla voce di Berlusconi: è persona di altissimo livello spessore e cultura, laureata e di madrelingua inglese. E tutti si accanivano contro coloro che ne chiesero le dimissioni allora, per la smaccata incompetenza della ragazza uscita dai balletti di Mediaset e forse dal San Raffaele come igienista dentale.   Repubblica ci informa, oggi, che la consigliera avrebbe confidato a un fedele (e mica tanto...) amico che ha “paura di fare la fine di Lady D.” Con questa notizia ci è stato fatto il titolo. Del resto Minetti è perseguitata dai fotografi e operatori con giornalista annesso. Ma non risponde a nessuno. Dice che “non risponde” sulla soglia della porta della pubblica amministrazione, strizzata dentro magliettine di due taglie più piccole, articolando le “o” con le sue labbra spropositate. Anzi minaccia: “ per il bene di tutti non parlo”. Ma non gira affatto i tacchi e se ne va. Ben al contrario di Lady D, resta a favore di ogni telecamera volesse riprenderla in qualsiasi angolo visibile del corpo, ripetendo, quasi canzonando: “non parlo, non parlo” .
Il personaggio da intervistare infatti non è davvero lei. Sarebbe invece il caso che i giornalisti della politica vadano a chiedere ai vari politici del Pdl perché ne vogliono le dimissioni. E soprattutto, perché le vuole proprio Berlusconi. La domanda farebbe sbandare chiunque. Invece nessuno la fa, perché ogni giornalista dà appunto per scontato e considera assolutamente normale che la consigliera ricopra l'attuale carica pubblica come pagamento delle sue prestazioni con Berlusconi.

Prestazioni che vanno dai balletti con i travestimenti, fino all'organizzazione dei festini di Arcore. Amusements che non sarebbero affatto gravi se appunto il prezzo dei divertimenti privati dell'ex premier non fossero   stati girati alla collettività che però non ha affatto goduto degli spogliarelli di Nicole (ammesso che ne avesse voglia, le donne in particolare) né delle feste con donne a pagamento, cosa per la quale la consigliera è appunto imputata con l'accusa di “ favoreggiamento e induzione alla prostituzione”.

La normalità dello scambio “divertimento privato e pagamento conferito alla pubblica amministrazione” è ancora più chiara con Libero che dopo aver dato a tutti dei moralisti sfodera, al solito, il colmo del moralismo parrocchiale. Il giornale di Belpietro indugia sul doppio significato della parola “trombare”, come atto sessuale e come licenziamento e li spara come titoli da prima pagina. Così, appena chieste le dimissioni esce con: “Il Cav fa pulizia nel Pdl. Trombata la Minetti”. Chiamando questa “la linea della sobrietà” scelta da Berlusconi per il suo nuovo ingresso in politica.

E perché mai la sobrietà dovrebbe coincidere con l'epurazione di una donna che lo ha fatto divertire e che è stata pagata con i soldi della collettività?

Da parte di Libero arriva quindi diretto e chiaro il messaggio: considerano Nicole Minetti una prostituta e danno credito, a quanto pare, alle accuse dei pm. E, esattamente come i veri moralisti, le pulizie si fanno eliminando le prostitute.

Oltre tutto la parola “pulizia” rimanda appunto alla visione del sesso come qualcosa di sordido. Del cliente non si dà notizia, se non come se si trattasse di una persona diversa da quello che invece si ricandida in politica.

Il verbo “trombare” piace così tanto al moralista Libero (redazione che deve praticare pochissimo e male, come tutti quelli che ne parlano ossessivamente ) che continua nei giorni successivi: “Silvio la vuol trombare ma lei dice di no”. Quindi, prima la tromba “per fare pulizia”, poi “la vuole trombare” di nuovo, ma lei si nega. Fortunatamente non è stata prevista una punizione. Che le viene però comminata dalle colleghe di Arcore come Sabina Began: “non si deve essere ingrate”. Perché mai dovrebbe essere grata Nicole Minetti? Non era competente? Ma la Began si riferiva soprattutto al “culo flaccido” dettaglio sul quale ha fatto sapere di non essere d'accordo.

Il migliore dei fondi di Libero però come al solito è quello di Filippo Facci che scrive un articolo intero su Nicole Minetti e il caso del suo “ trombamento”, sperando, al solito, di annacquare le responsabilità spalmandole sull'universo mondo, e partendo dal '94. Neanche lui, come previsto, rende noto il perché il Pdl si voglia liberare di Nicole Minetti. Ma il tutto è completato con una foto della consigliera carponi su un lettino e il costume tra le natiche. Il titolo: “ la casta ha la sua pecorina espiatoria, ecco perché condanna la Minetti”.

La notizia dell'ultim'ora invece è l'attività della consigliera: la presentazione in un negozio di Milano di un braccialetto in stoffa con farfalline tricolore. A questo episodio di rilievo il Corriere della Sera dedica un intero articolo. Vediamo la nostra in abito di pizzo bianco circondata da fotografi. Le didascalie sono per lo più: “ la consigliera Nicole Minetti, imputata nel processo Berlusconi presenta un braccialetto tricolore...”. Il fuoco della notizia è ovviamente sul “braccialetto tricolore” e le domande sul suo futuro, come se la sua attività di consigliera fosse appunto una partecipazione a un reality. “Non si sente un po' presa di mira?” .“Un pochino” risponde l'organizzatrice delle serate da Papi: “ma non mi metto a fare la vittima perché non fa parte di me. Conosco i tempi della comunicazione e dei media e tutto passa, panta rei».

L'unica a avanzare la sola domanda da farsi è stata Marina Terragni sul suo blog del Corriere.

A questa si sono affrettate a rispondere Tiziana Maiolo e Daniela Santanché. Di certo, ancora una volta, non hanno risposto al perché si vogliano le dimissioni della Minetti (che la Santanché aveva pochi mesi fa equiparato a Nilde Iotti) cosa che farebbe inciampare tutti in una catena di contraddizioni senza fine, ma ovviamente per attaccare Terragni in quanto “donna che odia le donne”.   E tutti coloro che stanno riprendendo la questione la stanno spostando sulla lite tra donne, che è appunto il naturale seguito socio antropologico delle “trombate” di Libero. Così l'incredibile semiologo Francesco Amadori, numero uno di Coesis Research, che ha capito assai poco dell'universo di segni espressi della società spiega, mancando l'argomento in pieno: "in ogni film si patteggia per l'eroe più debole. C'è una Giovanna D'Arco contro l'Imperatore e l'Impero. Per forza si tifa per la Minetti, fa parte della psicologia umana". Ma chi sta facendo il tifo? La domanda è perché la vogliono cacciare quelli che l'hanno voluta? Cosa vuol dire? Che è frutto di uno scambio? Se la risposta è sì, con quale faccia ancora si ricandida Berlusconi dopo una truffa a cielo aperto di questa portata? Con quale faccia parla ancora Daniela Santanché? Nessuno è poi ancora andato da Vittorio Feltri a chiedere perché mai avrebbe chiamato la consigliera per suggerire di “non andarsene gratis”.
Soprattutto quando il suo ricatto sarà ancora una volta pagato dai cittadini.
Sabina Ambrogi
© goleminformazione.it - riproduzione vietata
Sabina Ambrogi
Sabina Ambrogi
Informazioni sull'autore

Autrice televisiva, saggista, traduttrice. Collabora in Italia  con Repubblica, il Fatto Quotidiano, il Manifesto (nella pagina Visioni). In Francia,  per  il portale francese Rue89.com e TV5 Monde. Esperta di media , comunicazione politica e rappresentazione di genere all'interno dei media, è stata consigliera di comunicazione di Emma Bonino quando era  ministra delle politiche comunitarie. In particolare, per Red Tv ha ideato scritto e condotto “Women in Red”  13 puntate  sulle  donne nei  media. Per Donzelli editore ha pubblicato il saggio “Mamma” e per Rizzoli ha curato le voci della canzone napoletana per Il Grande Dizionario della canzone italiana.

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Articoli dell'approfondimento

In copertina sempre meglio una donna
Indignazione in Francia per la copertina dell'Express
Se non può essere nuda non resta che pescare negli stereotipi maschio-contro-femmina. L’importante è salvare la faccia buttandola in politica. In Francia l’ultima copertina dell’Express ha fatto discutere. In Italia l’Espresso sintetizza la crisi della Grecia con una bandiera dipinta sulla natica di una modella. E non si discute.
Lolite e baby gigolò nella pubblicità: di chi è la colpa?
C’è chi se la prende con i genitori dei bambini, chi con la rivista, altri con i pubblicitari che a loro volta si dicono disperati dalle richieste dei clienti. Così si dimentica il vero responsabile che pure si autodenuncia col suo nome scritto a lettere cubitali.
Odio razziale mascherato da femminismo (ipocrita)
Con la scusa di denunciare la condizione delle donne molestate per strada, il documentario “Femme de la Rue” che sbanca sui media francesi propaganda l’equazione “i ricchi non sono maschilisti, i poveri e gli immigrati sì”. Ma le associazioni per delinquere di stampo culturale fanno finta di non accorgersene.
Libertà sessuale e sfruttamento
A proposito di due vicende che hanno visto coinvolti due italiani in Tunisia, dell’omofobia nei Paesi musulmani, del turismo sessuale che per un terzo è gay ed è praticato principalmente dagli under 30 e delle donne che comprano i fidanzati.
Il corpo delle atlete
Competizioni, agonismo e sforzo atletico lasciano spesso il posto a primi piani su costumi e fondoschiena. De Coubertin sosteneva che “I Giochi Olimpici devono essere riservati agli uomini, le donne devono prima di tutto incoronare il vincitore”. Un secolo dopo qual è l’immagine che sta diffondendo Londra delle donne? Quella imposta dal meccanismo del marketing.
Sei incinta? Ti assumo
Primi casi in controtendenza negli Stati Uniti, il Paese che spende meno per i bambini e che non sempre garantisce il congedo per maternità. Brasile e Vietnam assicurano maggiori tutele. In Italia è Bankitalia a puntare sulle donne: un tasso di occupazione femminile del 60% innalzerebbe il Pil di 7 punti.
Le dimissioni di Minetti e la prostituzione del giornalismo italiano
Tutti le chiedono ma nessuno spiega perché. Fino a qualche mese fa il Pdl e Berlusconi consideravano la consigliera dalla bocca pneumatica persona di elevatissimo spessore culturale. Un caso da manuale che rivela rimozioni e complicità.
Il sesso utile delle giornaliste francesi
Quando i valori della famiglia sono politica e informazione. Dal neo presidente Hollande ai ministri del Lavoro e della Pubblica Istruzione passando per Strauss-Khan e le relazioni teoricamente segrete di Sarkozy.
Lorella Zanardo: Occupy Rai
Per la prima volta una candidatura al Cda della tv pubblica non viene dalla politica. Per la prima volta perfino Bersani si accorge che qualcosa è (potrebbe essere) cambiato. E il nome dell’autrice del web-documentario “Il corpo della donne” non arriva dalla rete ma attraverso la rete.
Beatrice Cenci, la giovane ribelle
Condannata per parricidio assieme ai fratelli, venne giustiziata a 22 anni. La morte del padre (autoritario e violento), le indagini e il processo ripercorsi attraverso la documentazione dell’Archivio Storico di Roma. Il dubbio su un verdetto voluto da papa Clemente VIII che acquisì così il patrimonio della famiglia nobiliare.
Amo’… che al cor gentil ratto (o zoccola) s’apprende
Stralci dell’antropologia femminile nell’epoca del berlusconismo. Nomi da fumettone di provincia, Iris, Ines, Marystelle, Nicole, Ruby… Questo primo reality- feuilleton restituito dalla procura di Milano ha due tratti fondamentali: la sceneggiatura da Oscar e l'uso consapevole che le donne fanno del loro corpo con l’assimilazione totale del disprezzo verso se stesse.
Le camicette a fiori: il programma di Marine Le Pen
I simboli sua religione, come il maquillage di Berlusconi e la canotta di Bossi, parlano molto di più dei suoi programmi: le camicette a fiorellini da Francia profonda, le rouche sovradimensionate affollate sotto il collo allentato e il sorriso infantile.
Le donne in politica ci sono… per fortuna
Della scarica di accuse a Rosi Mauro e delle frasi da epuratori etnici usciti dall'adunata di Bergamo si deve conservare per saggi di antropologia l'articolo del Foglio del 7 aprile: Ritratto del Capo nella sua isola delle femmine. Un racconto dell'Italia arcaica e arretrata non solo per i protagonisti ma soprattutto per l'opacità e l'acriticità dello sguardo di chi scrive.
Quanto è lontana l'Italia dai siti (sani) del sesso...
Non si contano neppure le ragazze che si pagano gli studi con le sex cam, prostituzione internet, come non si conta la fruizione di youporn. In Francia invece www.educationsexuelle.com è concepito da esperti per la sessualità degli adolescenti, destinato a genitori e ragazzi, corredato da70 video di approfondimenti con esperti e forum aperti.
Le femministe moraliste
La sciura Maria Luisa Agnese di Corriere.it. L'archivio di video della rubrica è un trattato di sociologia. Che dire del fenomeno della cantante Adele? Si chiede la giornalista: come avrà fatto a imporsi nello show biz così grassa?
La farfallina della politica che non vola mai
Lorenzo Calza disegnatore di “Julia” per Bonelli, e inventore di She, una donna problematica e complessa, ha giustamente ingrandito solo il dettaglio inguinale senza testa (che tanto non serve) di Belen e ha sostituito la farfalla con una svastica.
L’apartheid di Lego per le bambine
Il più tradizionale gioco del mondo inaugura le quote rosa e apre un “ghetto” fatto di cucine e saloni di bellezza tutti di mattoncini colorati.
Le indignate
Il ruolo centrale dei corpi delle donne nelle proteste in tutto il mondo e le risposte del mercato: la “Diesel” ha messo in commercio ginocchiere per praticare sesso orale senza provare dolore alle ginocchia. Si chiamano “Blowjob kneepads”.
Donna letterata? Meglio letterina
Riflessioni sull’articolo (provocazione?) che invita a togliere i libri alle donne per fare più figli e impedire l’immigrazione. Versione moderna della raccomandazione dei gerarchi fascisti: “chiavate e lasciatelo dentro”.
Il Ramadan via satellite e la libertà del corpo
Le ispezioni vaginali della polizia del Cairo suscitano meno scandalo della foto nuda che una ragazza egiziana ha pubblicato su Facebook in segno di protesta.
La maternità della Chiesa cattolica
Otto facciate dei quattro basamenti su cui poggiano le colonne dell’altare del Bernini in San Pietro, raffigurano i momenti salienti della gestazione. Fino al parto. Lo stemma di Urbano VIII, che commissionò l’opera, si gonfia come un ventre gravido.
Le scuse di Strauss Kahn e quelle di Berlusconi
Le differenze tra la porno-questione italiana e quella d’oltralpe. Uno non aveva un ruolo di guida del paese ma solo la velleità, non paga le prede, semplicemente ne approfitta e poi nega di averlo fatto. Si potrebbe dire che ha un maggiore senso dello Stato. L’altro dovrebbe invece servire il paese ma fa pagare alla collettività i suoi gusti sessuali e poi inchioda il parlamento a occuparsi della sua vita.
Terry De Nicolò e la favola delle api
Un film su questi ultimi anni di berlusconismo, a sua volta sintesi dell’ideologia neoliberista in salsa cattolica, dovrebbe iniziare con l’intervista alla escort Terry De Nicolò seguita dalla replica del direttore del Giornale Sallusti nella trasmissione “L’ultima parola”.
La diva chenoncè
Hatsune Miku, pop star di enorme successo in Giappone, ha 16 anni, è alta 1 metro e 58 centimetri e… non esiste. E’ figlia di un software e un’invenzione commerciale che affonda le radici nel tamagochi e che nasconde non poche insidie.
Miss Italia: le nuove cavie dell’industria
La violenza della manifestazione non ha limiti. Per le ragazze alle quali viene ipocritamente ripetuto che “sono belle lo stesso”, il “no” si trasforma in disperazione. Alcune piangono e si chiedono cosa c'è nei loro fianchi che non vada. In verità non si butta niente.
L'Italia dentro al burqa
Multa di 500 euro alla donna che indossa il velo e un anno di carcere a chi l’ha “costretta”. La proposta di legge sarà in aula a settembre. Occuparsi di “liberare le donne islamiche” evita all’opinione pubblica sempre più impaurita e confusa di pensare ai diritti delle donne che si stanno frantumando a velocità mai vista imbrigliati in questioni di lavoro.
Roma: il mistero buffo del vademecum antistupro
Il sindaco Gianni Alemanno con la scusa della sicurezza delle donne distribuisce un opuscolo pieno di pensierini elementari che incita alla caccia all’immigrato e all’acquisto di un prodotto di una società privata.
Pornopolitica: l’eclissi del desiderio
“Il godimento, il piacere, la soddisfazione stanno diventando un perverso piacere etico. Viviamo in una società dove ti devi sentire colpevole se non godi abbastanza. L'idea è quella di inventare se stessi continuamente”
Giovanna d’Arco e Barbie: se non ora, quando?
Mezzi di informazione e manifestazioni delle donne: tra resistenza patriarcale e arretratezza culturale dei media e della politica.

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni