Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

Follow Us

Libertà sessuale e sfruttamento

24 Agosto 2012 di 

A proposito di due vicende che hanno visto coinvolti due italiani in Tunisia, dell’omofobia nei Paesi musulmani, del turismo sessuale che per un terzo è gay ed è praticato principalmente dagli under 30 e delle donne che comprano i fidanzati.

Libertà sessuale e sfruttamento
I due fatti di cronaca che hanno coinvolto due connazionali omosessuali a Tunisi nei primi giorni di agosto hanno fatto riemergere la questione del turismo sessuale. Sia nel caso dell'assassinio di Angelo a Hammamet in cui il ventenne reo confesso ha dichiarato di essere stato molestato sessualmente dall'italiano e di averlo pertanto ucciso e derubato, sia nel caso di Daniele E., in cui i due ventenni tunisini conosciuti su facebook hanno tentato di derubarlo, non è stato accertato dalle indagini che vi sia stato uno scambio di denaro dietro prestazione sessuale.
Di certo i temi sollevati dalla rete in particolare nei siti gay impongono una serie di quesiti fondamentali sul turismo sessuale.

Marco Scarpati avvocato, docente universitario di Tutela Internazionale dei Diritti Umani alla Bicocca di Milano, fa un quadro generale della situazione del turismo sessuale: “Un terzo del turismo sessuale è omosessuale, un dato elevatissimo se si pensa che la percentuale di omosessuali nelle popolazioni sono valutate intorno al 5-8%. Inoltre questo è molto diffuso tra persone appartenenti a una fascia d'età sotto i trent'anni. Dato che avvalora la tesi che questo tipo di turismo scaturisce dalle condanne che gli omosessuali subiscono in patria, in misura e forma diversa. In Iran per esempio se un omosessuale denuncia di essere stato violentato si prende 18 anni di carcere per la sua omosessualità, il violentatore solo 3.
Nei Paesi musulmani vanno capiti anche i “prostituti”. Spesso si tratta di omosessuali che sono tollerati dalla loro comunità solo se si vendono. Il problema nasce se hanno delle vere e proprie relazioni affettive provando in questo modo di essere effettivamente omosessuali. Per esempio marocchini e albanesi se superano più di 11 mesi di “vendita del corpo” vengono considerati dalla loro comunità degli omosessuali a tutti gli effetti, pertanto sono emarginati e condannati. Così succede che a volte si vendano perché non possono vivere la loro vita sessuale diversamente.
Quanto è avvenuto in Tunisia deve essere chiaro che se c'è stata alla base una dazione di denaro significa che il rapporto era falsato dall'inizio. Chi dà il denaro - vale sia per gli uomini che per le donne - a una persona la cui sopravvivenza dipende da questo tipo di compravendita, ha creato un rapporto di prevaricazione. E quindi è inutile che parliamo di consenso. Io che sono un amante del Pasolini letterato, per esempio, oggi sarei molto arrabbiato con lui per il tipo di relazioni che aveva con i ragazzi di borgata. Stessa cosa non può dirsi se vi è una vera e propria relazione affettiva. Del resto il livello di omosessualità nei Paesi musulmani è elevatissimo.
Tuttavia, se io vado in Tunisia so che lì l'omosessualità è punita e non ci si può certo sentire perseguitati dalla polizia “omofoba” che lo è sicuramente, ma io comunque ho compiuto un reato secondo la legge di quel Paese. Daniele E. non stava facendo una manifesta battaglia civile contro l'omofobia in Tunisia, ma stava agendo nelle pieghe. Il comportamento della polizia, pure nella sua brutalità, è stato quello nei confronti di uno che compie un reato. Se io giro con uno spinello in tasca in Italia, anche se lo reputo folle, so però che posso essere condannato per questo, perché è un reato”.

Gli affetti e le compravendite
Il vero problema sembra sollevarsi allora in quella zona ambigua tra diritto sacrosanto a una vita affettiva omosessuale e sessuale e il ricorrere a un rapporto di compravendita di corpi, e anche se si tratta di adulti consenzienti, bisogna capire di che tipo di consenso si parla. Pier Cesare Notaro, fondatore e gestore del sito Il Grande Colibrì, primo sito interculturale LGBT in Italia, riporta in primo piano la questione della libertà sessuale come dato assoluto: “Credo che la libertà sessuale sia un diritto fondamentale, che dovrebbe potersi esercitare sempre e dovunque, al di là delle leggi ingiuste che condannano alcune forme di sessualità, omosessualità e prostituzione comprese. Secondo me, il turismo sessuale in senso lato e il ricorso alla prostituzione andrebbero giudicati secondo due semplici parametri. Il primo riguarda la reale libertà di scelta di entrambi i partner: se la povertà di uno dei due riduce o annulla la sua possibilità di scelta, non stiamo parlando di libertà sessuale. Lo stesso vale per i rapporti con persone che ancora non hanno pienamente sviluppato la capacità intellettuale di esprimere scelte del tutto consapevoli. Se questa età varia da persona a persona, praticamente tutti i Paesi del mondo stabiliscono un'età convenzionale (l'età del consenso): perché si critica questa convenzione solo per la Tunisia?
Il secondo parametro riguarda il riconoscimento della dignità della persona che si prostituisce: né le giovani thailandesi né i ragazzi arabi devono essere considerati solo pezzi di carne a disposizione sul menù del turista occidentale.
Ecco, in base a questi due parametri, secondo me, possiamo distinguere tra la libertà sessuale, che è un diritto, e lo sfruttamento e la prevaricazione, che non giustificano la violenza, ma che neppure possono essere accettate”.
Luana De Vita
, psicologa criminologa e docente del master di Criminologia Forense alla Sapienza di Roma osserva: “Il turista del sesso lascia dietro le sue spalle il proprio ricco paese e “pensa” di poter disporre, approfittare nella destinazione prescelta, ovviamente meno sviluppata del suo paese, della diversità socio-economica a suo vantaggio, dei cambi favorevoli, di una sorta di “anonimato” che l’essere “altrove” sembra garantire e sostanzialmente della quasi sempre frequente impunità, indifferenza e sostanziale corruzione delle autorità”.
Tuttavia insiste sul dato della legalità da rispettare sempre e comunque nei paesi meta del turismo sessuale: “Se è vero che la legislazione italiana consente di perseguire i colpevoli di reato di abuso sessuale su minori anche se il fatto è commesso all’estero, scegliere con cura i maggiorenni potrà evitare le conseguenze penali in Italia, ma non certo quelle del paese in cui la prestazione sessuale è comunque vietata, anche tra maggiorenni”.

Le donne e i fidanzati dell’anno precedente
Il fenomeno, riguarda ovviamente anche il turismo etero, comprese le donne che “comprano” giovani uomini. Come documenta Marco Scarpati: “Le donne consumano diversamente. Infatti si “ fidanzano” , ritrovano il giovane uomo dell'anno prima. Non collezionano avventure come gli uomini, che in 15 giorni di vacanza ne possono cambiare anche uno al giorno”.
E al turismo sessuale al femminile con giovani uomini corrisponde un profilo psicologico che Luana De Vita descrive: “Le donne occidentali, moltissime europee, italiane incluse, generalmente di mezza età, benestanti cercano la vacanza all’insegna del relax, del lusso e del piacere e trovano “giovani maschi” che le gratificano, le corteggiano, le accompagnano. Una nuova forma di “colonialismo”. Niente a che vedere con l’amore, sia chiaro: pagare prestazioni sessuali di giovani appena maggiorenni in Paesi sottosviluppati non può certo rientrare nelle categorie dell’affettività, sono “distorsioni” patetiche, finzioni ridicole. Dei ragazzi tunisini di 20 anni o le ragazzine brasiliane di 18 non “amerebbero” anziani sessantenni se avessero soldi, cultura, prospettive e autonomia per autodeterminarsi. E non sono amati dai loro clienti. Sono “comprati” proprio come l’ultimo modello di Ipad o di occhiali di grido, e con la stessa facilità vengono sostituiti, alla ricerca di “novità”.
Nel caso di Daniele e Angelo, entrambi corrispondono a una situazione abbastanza classica: si tratta di due italiani, nella stessa fascia di età (la cinquantina), omosessuali, soliti fare lunghi soggiorni in Tunisia, e entrambi frequentatori di ragazzi sulla ventina, anche conosciuti occasionalmente. “Se come si potrebbe supporre, in questi due casi si è trattato di una qualche forma di “prostituzione” non è strano che avessero proprio 20 anni. In Tunisia la maggiore età si raggiunge a 20 anni, chi ha una certa “esperienza” in questo genere di attività è assolutamente capace di comprendere che aggiungere l’aggravante dell’abuso su minore peggiorerebbe parecchio la posizione in caso di “complicazioni”. Inoltre, per quanto riguarda l'Italia almeno, più dell’80% degli omicidi in ambito omosessuale si consumano in situazioni di prostituzione, il profilo della vittima è di solito un maschio omosessuale tra i 50 e i 60 anni, l’età media degli autori di reato è sotto i 30, la scena del crimine è quasi sempre l’abitazione della vittima o l’auto, e in più del 40% dei casi c’è sempre anche il furto di beni e soldi della vittima. Non ultimo, moltissimi “marchettari” non sono affatto omosessuali, si vendono ma non hanno alcun coinvolgimento omosessuale, accettano quei rapporti solo per soldi. Le dinamiche di senso di colpa possono nutrire anche sentimenti intensi d’odio e aggressività proprio verso coloro cui si “offrono”, quasi che la colpa del loro degrado e della loro miseria sia la “presunta” ricchezza dell’altro”.

Una questione di privacy
C'è poi il grande tema dell'anonimato. Nel caso di Angelo la Farnesina ha protetto l'identità del morto, anche dopo cinque giorni dall'assassinio, evocando questioni di privacy della famiglia. Allo stesso modo Daniele E. che rivendica diritti e libertà, però non si scopre: “L’identità di un italiano ucciso nel corso di una rapina all’estero di norma non viene censurato, E nel caso di Daniele, l’italiano ha preferito nel suo j’accuse alla Polizia tunisina occultare la sua identità. Insomma se i territori in cui ci muoviamo restano in ombra per i “nostri” comportamenti illegali, e ricordiamo che in Tunisia sia la prostituzione che l’omosessualità sono reati, è difficile rivendicare i propri diritti, la corruzione, l’indifferenza.

2/Fine

(La prima parte, Sex, gay e Tunisia è stata pubblicata il 10 agosto 2012)

Sabina Ambrogi
© goleminformazione.it - riproduzione vietata
Sabina Ambrogi
Sabina Ambrogi
Informazioni sull'autore

Autrice televisiva, saggista, traduttrice. Collabora in Italia  con Repubblica, il Fatto Quotidiano, il Manifesto (nella pagina Visioni). In Francia,  per  il portale francese Rue89.com e TV5 Monde. Esperta di media , comunicazione politica e rappresentazione di genere all'interno dei media, è stata consigliera di comunicazione di Emma Bonino quando era  ministra delle politiche comunitarie. In particolare, per Red Tv ha ideato scritto e condotto “Women in Red”  13 puntate  sulle  donne nei  media. Per Donzelli editore ha pubblicato il saggio “Mamma” e per Rizzoli ha curato le voci della canzone napoletana per Il Grande Dizionario della canzone italiana.

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Video correlati

Articoli dell'approfondimento

In copertina sempre meglio una donna
Indignazione in Francia per la copertina dell'Express
Se non può essere nuda non resta che pescare negli stereotipi maschio-contro-femmina. L’importante è salvare la faccia buttandola in politica. In Francia l’ultima copertina dell’Express ha fatto discutere. In Italia l’Espresso sintetizza la crisi della Grecia con una bandiera dipinta sulla natica di una modella. E non si discute.
Lolite e baby gigolò nella pubblicità: di chi è la colpa?
C’è chi se la prende con i genitori dei bambini, chi con la rivista, altri con i pubblicitari che a loro volta si dicono disperati dalle richieste dei clienti. Così si dimentica il vero responsabile che pure si autodenuncia col suo nome scritto a lettere cubitali.
Odio razziale mascherato da femminismo (ipocrita)
Con la scusa di denunciare la condizione delle donne molestate per strada, il documentario “Femme de la Rue” che sbanca sui media francesi propaganda l’equazione “i ricchi non sono maschilisti, i poveri e gli immigrati sì”. Ma le associazioni per delinquere di stampo culturale fanno finta di non accorgersene.
Libertà sessuale e sfruttamento
A proposito di due vicende che hanno visto coinvolti due italiani in Tunisia, dell’omofobia nei Paesi musulmani, del turismo sessuale che per un terzo è gay ed è praticato principalmente dagli under 30 e delle donne che comprano i fidanzati.
Il corpo delle atlete
Competizioni, agonismo e sforzo atletico lasciano spesso il posto a primi piani su costumi e fondoschiena. De Coubertin sosteneva che “I Giochi Olimpici devono essere riservati agli uomini, le donne devono prima di tutto incoronare il vincitore”. Un secolo dopo qual è l’immagine che sta diffondendo Londra delle donne? Quella imposta dal meccanismo del marketing.
Sei incinta? Ti assumo
Primi casi in controtendenza negli Stati Uniti, il Paese che spende meno per i bambini e che non sempre garantisce il congedo per maternità. Brasile e Vietnam assicurano maggiori tutele. In Italia è Bankitalia a puntare sulle donne: un tasso di occupazione femminile del 60% innalzerebbe il Pil di 7 punti.
Le dimissioni di Minetti e la prostituzione del giornalismo italiano
Tutti le chiedono ma nessuno spiega perché. Fino a qualche mese fa il Pdl e Berlusconi consideravano la consigliera dalla bocca pneumatica persona di elevatissimo spessore culturale. Un caso da manuale che rivela rimozioni e complicità.
Il sesso utile delle giornaliste francesi
Quando i valori della famiglia sono politica e informazione. Dal neo presidente Hollande ai ministri del Lavoro e della Pubblica Istruzione passando per Strauss-Khan e le relazioni teoricamente segrete di Sarkozy.
Lorella Zanardo: Occupy Rai
Per la prima volta una candidatura al Cda della tv pubblica non viene dalla politica. Per la prima volta perfino Bersani si accorge che qualcosa è (potrebbe essere) cambiato. E il nome dell’autrice del web-documentario “Il corpo della donne” non arriva dalla rete ma attraverso la rete.
Beatrice Cenci, la giovane ribelle
Condannata per parricidio assieme ai fratelli, venne giustiziata a 22 anni. La morte del padre (autoritario e violento), le indagini e il processo ripercorsi attraverso la documentazione dell’Archivio Storico di Roma. Il dubbio su un verdetto voluto da papa Clemente VIII che acquisì così il patrimonio della famiglia nobiliare.
Amo’… che al cor gentil ratto (o zoccola) s’apprende
Stralci dell’antropologia femminile nell’epoca del berlusconismo. Nomi da fumettone di provincia, Iris, Ines, Marystelle, Nicole, Ruby… Questo primo reality- feuilleton restituito dalla procura di Milano ha due tratti fondamentali: la sceneggiatura da Oscar e l'uso consapevole che le donne fanno del loro corpo con l’assimilazione totale del disprezzo verso se stesse.
Le camicette a fiori: il programma di Marine Le Pen
I simboli sua religione, come il maquillage di Berlusconi e la canotta di Bossi, parlano molto di più dei suoi programmi: le camicette a fiorellini da Francia profonda, le rouche sovradimensionate affollate sotto il collo allentato e il sorriso infantile.
Le donne in politica ci sono… per fortuna
Della scarica di accuse a Rosi Mauro e delle frasi da epuratori etnici usciti dall'adunata di Bergamo si deve conservare per saggi di antropologia l'articolo del Foglio del 7 aprile: Ritratto del Capo nella sua isola delle femmine. Un racconto dell'Italia arcaica e arretrata non solo per i protagonisti ma soprattutto per l'opacità e l'acriticità dello sguardo di chi scrive.
Quanto è lontana l'Italia dai siti (sani) del sesso...
Non si contano neppure le ragazze che si pagano gli studi con le sex cam, prostituzione internet, come non si conta la fruizione di youporn. In Francia invece www.educationsexuelle.com è concepito da esperti per la sessualità degli adolescenti, destinato a genitori e ragazzi, corredato da70 video di approfondimenti con esperti e forum aperti.
Le femministe moraliste
La sciura Maria Luisa Agnese di Corriere.it. L'archivio di video della rubrica è un trattato di sociologia. Che dire del fenomeno della cantante Adele? Si chiede la giornalista: come avrà fatto a imporsi nello show biz così grassa?
La farfallina della politica che non vola mai
Lorenzo Calza disegnatore di “Julia” per Bonelli, e inventore di She, una donna problematica e complessa, ha giustamente ingrandito solo il dettaglio inguinale senza testa (che tanto non serve) di Belen e ha sostituito la farfalla con una svastica.
L’apartheid di Lego per le bambine
Il più tradizionale gioco del mondo inaugura le quote rosa e apre un “ghetto” fatto di cucine e saloni di bellezza tutti di mattoncini colorati.
Le indignate
Il ruolo centrale dei corpi delle donne nelle proteste in tutto il mondo e le risposte del mercato: la “Diesel” ha messo in commercio ginocchiere per praticare sesso orale senza provare dolore alle ginocchia. Si chiamano “Blowjob kneepads”.
Donna letterata? Meglio letterina
Riflessioni sull’articolo (provocazione?) che invita a togliere i libri alle donne per fare più figli e impedire l’immigrazione. Versione moderna della raccomandazione dei gerarchi fascisti: “chiavate e lasciatelo dentro”.
Il Ramadan via satellite e la libertà del corpo
Le ispezioni vaginali della polizia del Cairo suscitano meno scandalo della foto nuda che una ragazza egiziana ha pubblicato su Facebook in segno di protesta.
La maternità della Chiesa cattolica
Otto facciate dei quattro basamenti su cui poggiano le colonne dell’altare del Bernini in San Pietro, raffigurano i momenti salienti della gestazione. Fino al parto. Lo stemma di Urbano VIII, che commissionò l’opera, si gonfia come un ventre gravido.
Le scuse di Strauss Kahn e quelle di Berlusconi
Le differenze tra la porno-questione italiana e quella d’oltralpe. Uno non aveva un ruolo di guida del paese ma solo la velleità, non paga le prede, semplicemente ne approfitta e poi nega di averlo fatto. Si potrebbe dire che ha un maggiore senso dello Stato. L’altro dovrebbe invece servire il paese ma fa pagare alla collettività i suoi gusti sessuali e poi inchioda il parlamento a occuparsi della sua vita.
Terry De Nicolò e la favola delle api
Un film su questi ultimi anni di berlusconismo, a sua volta sintesi dell’ideologia neoliberista in salsa cattolica, dovrebbe iniziare con l’intervista alla escort Terry De Nicolò seguita dalla replica del direttore del Giornale Sallusti nella trasmissione “L’ultima parola”.
La diva chenoncè
Hatsune Miku, pop star di enorme successo in Giappone, ha 16 anni, è alta 1 metro e 58 centimetri e… non esiste. E’ figlia di un software e un’invenzione commerciale che affonda le radici nel tamagochi e che nasconde non poche insidie.
Miss Italia: le nuove cavie dell’industria
La violenza della manifestazione non ha limiti. Per le ragazze alle quali viene ipocritamente ripetuto che “sono belle lo stesso”, il “no” si trasforma in disperazione. Alcune piangono e si chiedono cosa c'è nei loro fianchi che non vada. In verità non si butta niente.
L'Italia dentro al burqa
Multa di 500 euro alla donna che indossa il velo e un anno di carcere a chi l’ha “costretta”. La proposta di legge sarà in aula a settembre. Occuparsi di “liberare le donne islamiche” evita all’opinione pubblica sempre più impaurita e confusa di pensare ai diritti delle donne che si stanno frantumando a velocità mai vista imbrigliati in questioni di lavoro.
Roma: il mistero buffo del vademecum antistupro
Il sindaco Gianni Alemanno con la scusa della sicurezza delle donne distribuisce un opuscolo pieno di pensierini elementari che incita alla caccia all’immigrato e all’acquisto di un prodotto di una società privata.
Pornopolitica: l’eclissi del desiderio
“Il godimento, il piacere, la soddisfazione stanno diventando un perverso piacere etico. Viviamo in una società dove ti devi sentire colpevole se non godi abbastanza. L'idea è quella di inventare se stessi continuamente”
Giovanna d’Arco e Barbie: se non ora, quando?
Mezzi di informazione e manifestazioni delle donne: tra resistenza patriarcale e arretratezza culturale dei media e della politica.

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni