Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

Follow Us

Patrimonio artistico a rischio

I volontari dei monumenti

21 Febbraio 2014 di 

“Non siamo in grado di tutelare i monumenti”. A Pisa le istituzioni pubbliche si arrendono e aprono le porte ai volontari suscitando le ire delle associazioni professionali.

I volontari dei monumenti

Sebbene l’articolo 9 della Costituzione italiana lo dica chiaramente: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della Nazione”, a Pisa nei giorni scorsi la salvaguardia di una parte del patrimonio è stata delegata ad un’associazione privata di volontari e funzionari in pensione.

Lo scorso maggio aveva fatto scalpore la decisione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali di fare ricorso al volontariato al posto di professionisti nell'apertura gratuita di 257 luoghi della cultura per l’evento La notte dei Musei. Ad insorgere erano state tutte le associazioni di categoria penalizzate da questa iniziativa in quanto ritennero “non ammissibile approfittare della crisi economica per far entrare le associazioni di volontariato, che usufruiscono anche di notevoli sovvenzioni pubbliche, nella gestione dei Beni Culturali dello Stato”. Stesso parere aveva espresso il deputato Matteo Orfini per il quale “tutelare, rendere fruibile e valorizzare il nostro patrimonio è un lavoro delicato per il quale occorre professionalità. Il volontariato è importantissimo, ma non può sostituire il lavoro qualificato. A nessuno verrebbe mai in mente di supplire ai tagli alla sanità facendo gestire gli ospedali dai volontari. Non si capisce perché i professionisti dei beni culturali debbano essere così umiliati proprio da chi dovrebbe averne a cuore la valorizzazione”. Associazioni professionali e forze politiche ritennero indispensabile l’intervento dell’allora ministro Bray affinché chiarisse definitivamente la questione. Intervento inconsistente. Dopo le proteste, in molti avranno infatti sperato in un cambio di tendenza nella politica perseguita dal Ministero e quindi un maggior rispetto verso tutti quei professionisti umiliati dalle scelte ministeriali e, chissà, finalmente qualche buona offerta lavorativa. L’offerta, se così si può definire,  è arrivata a dicembre con la pubblicazione del bando 500 giovani per la cultura, ribattezzato 500 schiavi per la cultura, in cui a laureati cum lode entro i 35 anni d’età veniva offerto un tirocinio di 30/35 ore lavorative settimanali retribuite 416 euro lorde al mese per un anno, ossia 20 euro lordi al giorno. E’ stato allora chiaro a tutti il valore dato alla cultura dal Mibact. La richiesta da parte delle associazioni di categoria di modificare il bando perché “offensivo della dignità degli specialisti dei beni culturali e di tutti i cittadini che hanno a cuore il Patrimonio Culturale Italiano” è rimasta inascoltata anche dopo la manifestazione nazionale dell’11 gennaio. I legali dell’Associazione Nazionale Archeologi hanno quindi impugnato il bando presso il Tar del Lazio. Insomma dopo questi spiacevoli e umilianti eventi ma soprattutto dopo le conseguenti spiegazioni fornite dalle associazioni di categoria circa la situazione e le esigenze dei professionisti dei beni culturali si era sperato che alle istituzioni deputate alla tutela del nostro immenso patrimonio fosse finalmente chiaro che esiste già una sovrabbondanza di specialisti già formati e che a mancare è l’offerta di lavoro. Ebbene, ancora una volta ci si sbagliava. La conferma è arrivata pochi giorni fa dalla Toscana.

Il patto (scellerato) di Pisa
Il 3 febbraio a Pisa si è tenuta una riunione, presieduta dal prefetto Francesco Tagliente, per discutere sulle possibili iniziative di supporto alla salvaguardia del patrimonio artistico e monumentale della provincia minacciato, e in alcuni casi già seriamente danneggiato, da usura, maltempo e carente manutenzione. Un patrimonio oggetto di ammirazione e interesse a livello mondiale. E’ stato il sindaco Marco Filippeschi a chiedere al prefetto riunire un tavolo interistituzionale “per porre tempestivo rimedio”. Alla riunione hanno partecipato Comune, Soprintendenza ai Beni architettonici paesaggistici storici artistici e etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno, Direzione territoriale del Lavoro, Direzione Generale Azienda USL 5, Provincia, Comando Provinciale dei Vigili del fuoco, INAIL, Università, Arcidiocesi e l’Associazione de Gli amici dei musei e dei Monumenti Pisani. Insomma c’erano proprio tutti. Comune e Soprintendenza, ossia le istituzioni deputate alla tutela del patrimonio artistico, hanno ammesso di non essere in grado di far fronte con le sole risorse pubbliche all’attuale situazione di degrado. Ebbene all’unanimità è stato deciso di istituire all’interno dell’associazione Gli amici dei Musei una Sezione specializzata di volontari di pronto intervento, coordinata da un ex Sovrintendente o da un tecnico di provata formazione e esperienza, per “le operazioni di recupero e manutentive”. C’era da aspettarselo. Ancora una volta a essere penalizzati sono i professionisti dei beni culturali, gli unici a cui forse è rimasto a cuore la sorte del nostro patrimonio. Il prefetto ha infatti dichiarato che si cercherà di “mettere in comune le esperienze professionali maturate in altri contesti e la disponibilità a prestare la propria attività spontaneamente e a titolo gratuito in un’azione di meritevole spirito collaborativo che si pone a vantaggio  e nell’interesse dell’intera comunità”. Intera comunità da cui sono però esclusi proprio i professionisti dei beni culturali, coloro che per diritto e formazione, in molti casi pluridecennale, dovrebbero essere pagati per svolgere simili lavori. E invece grazie a simili scellerate decisioni stentano sempre di più ad andare avanti, sono costretti a lasciare l’Italia o a riciclarsi in altri lavori. Professionisti che oggi si vedono per l’ennesima volta umiliati dalle istituzioni. Istituzioni che non sono più in grado di svolgere il proprio ruolo, per mancanza di fondi dicono, e delegano le proprie funzione a semplici amici di musei e monumenti perché convinte che “oggi solo con il coinvolgimento del Volontariato specializzato può essere assicurata la minuta manutenzione del patrimonio monumentale e artistico della provincia”. Istituzioni a cui ancora una volta dobbiamo ricordare che per monitorare lo stato di salute dei beni storico-artistici servono formazione e competenze specifiche. Al contrario a Pisa non ci si preoccupa nemmeno di preparare i volontari nel settore della storia dell'arte e della tutela, quanto di formarli in materia di salute e sicurezza del lavoro e di munirli di tessera di riconoscimento e attrezzatura adeguata. Dovrebbe forse sollevarci la notizia che i volontari saranno selezionati “da organismi esperti, quali l’Associazione degli Amici dei Musei, la Soprintendenza e il Comune”. Invece rabbrividiamo nel constatare che senza un regolare bando è stata scelta un’associazione, sulla base di sconosciuti meriti o motivi, a cui addirittura è stato affidato il delicato compito di scegliere le persone che dovranno tutelare il patrimonio culturale italiano. Un patrimonio che fa parte del nostro essere cittadini, che ci identifica, e che la Costituzione ha sancito debba essere conservato dallo Stato, cioè dal pubblico. E’ necessario destinare a tal fine maggiori risorse e rispettare il diritto al lavoro dei professionisti dei beni culturali. Il volontariato è e deve rimanere un prezioso strumento di supporto non di sostituzione dei professionisti del settore.

La protesta delle associazioni di categoria
Le associazioni di categoria ANA (Associazione Nazionale Archeologi), ARCH.I.M. (Archivisti in Movimento), GBeA (Giovani Bibliotercari e Aspiranti), St.Art.I.M. (Storici dell’Arte in Movimento), Ragione del Restauro, Strade (Sindacato Traduttori Editoriali), e l’Associazione Culturale Artiglio, unite nella preoccupazione che tale situazione possa portare alla sostituzione dei professionisti dei Beni Culturali con volontari, dopo aver colloquiato con le realtà istituzionali pisane per prime hanno sottoscritto un documento congiunto, uscito il 19 febbraio, in cui, dopo aver evidenziato le criticità insite in tale accordo, hanno rivolto un appello al Sindaco di Pisa e al Prefetto affinché venga reso noto il quadro finanziario che ha indotto tale scelta e venga istituito un tavolo di confronto che comprenda le associazioni professionali e tutte le forze civili interessate a salvaguardare il patrimonio per riformulare i termini dell’accordo. Le associazioni ritengono inaccettabile scaricare i costi di manutenzione totalmente sul costo del lavoro, azzerandolo e dequalificandolo con volontari formati ad hoc. Preoccupa inoltre la posizione favorevole dell’Università nei confronti dell'accordo. Ci si chiede come possa l'Università, il cui compito principale è quello di formare professionisti e specialisti qualificati che abbiano reali opportunità di lavoro, avallare misure volte a sostituire le prestazioni professionali con quelle volontarie. “Il ricorso al lavoro volontario per sostenere i costi di manutenzione o gestione ordinaria rischia di innescare una logica di gestione al ribasso del patrimonio culturale, con conseguenze negative sulla qualità e le prospettive occupazionali del settore” ha dichiarato Salvo Barrano, presidente dell’ANA “il volontariato è una risorsa fondamentale per i Beni Culturali, ma le Istituzioni non possono appellarsi ad esso sostituendolo a competenze proprie dei professionisti e degli specialisti del settore. Non contestiamo certo le buone intenzioni dell’accordo” conclude Barrano “ma la logica dell’emergenza di oggi generata dal disinteresse del passato e la soluzione che non rispetta il giusto equilibrio tra professionismo e volontariato”. Sulla questione si è espressa anche la Confederazione Italiana Archeologi. “A chi verrebbe in mente di compensare la carenza di personale della Sanità con qualche appassionato di ER-Medici in Prima Linea, magari coordinato da un primario in pensione” tuona Alessandro Pintucci, presidente della CIA “E’ ancor più grave che un tale provvedimento venga assunto in una fase di profonda crisi economica, che sta costringendo alla disoccupazione molti liberi professionisti e al rischio di fallimento molte imprese del settore.” La CIA condivide le richieste avanzate dalle altre associazioni di categoria, affinchè si giunga ad una soluzione condivisa e non lesiva degli interessi dei lavoratori dei beni culturali.

Sabrina Corarze
© goleminformazione.it - riproduzione vietata
Sabrina Corarze
Sabrina Corarze
Informazioni sull'autore

Nata a Casale Monferrato nel 1978, è laureata in Lettere Classiche presso l’Università La Sapienza di Roma, con una tesi in Archeologia e Storia dell’arte greca e romana che costituisce un aggiornamento della carta archeologica di Roma. Nella stessa Università si è specializzata in Numismatica antica presso la I Scuola di Specializzazione in Archeologia Classica, con una tesi sulla monetazione di Alessandro Magno emessa dalla zecca di Amphipolis. Ha conseguito il diploma di Archivista presso la Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica e frequentato il corso di Paleografia greca. Dal 1997 al 2005 ha preso parte con ruoli di responsabilità a diverse campagne di scavo archeologico nel Lazio (Veio, Pyrgi, Palatino), in Sardegna (S. Maria di Tergu) e in Calabria (Malvito). Ha lavorato come tirocinante presso l’archivio storico della Pontificia Università Gregoriana occupandosi dello studio di manoscritti del fondo Curia. Ha svolto un tirocinio di oltre un anno presso l’Archivio Segreto Vaticano, prendendo parte ad un primo progetto relativo allo studio dell’Indice 1050 del Fondo Carpegna e ad un secondo inerente lo studio del fondo Bandi sciolti. Ha pubblicato alcuni suoi studi di argomento archeologico e numismatico sulla rivista Monete Antiche, in S.P.Q.R. quaderni di percorsi storici e sulla rivista mensile InStoria. A uso interno dell’Archivio firma introduzione, trascrizione e integrazioni della pubblicazione “Fondo Carpegna. L’indice 1050” a cura di Angelo Mercati (in Archivum Secretum Apostolicum Vaticanum,Città del Vaticano, luglio 2010).

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Articoli dell'approfondimento

La Barcaccia dei rifiuti olandesi
L'arte dei vandali
Come fingersi tifosi, danneggiare opere d’arte (e non solo) e cavarsela a buon mercato. Senza pagare le spese.
I lavoratori (donatori) della cultura
Beni culturali & lavoro
Il turismo culturale in Italia genera un volume di affari da un miliardo di euro che potrebbe essere incrementato. Governo e Comune di Roma però non investono e cercano di risparmiare sugli stipendi puntando sui volontari. La protesta di archeologi e professionisti del settore.
I tesori di Roma s’involano per l’America
Lavoro e archeologia negata
Gli archeologi (e non solo) contestano il sindaco della capitale che firma un accordo per trasferire, far studiare e catalogare centomila reperti archeologici inediti alle università statunitensi.

ArtBonus? Ai turisti, non agli studiosi
Il decreto delle polemiche
Nei musei e nei siti archeologici del Belpaese è ora possibile fotografare. Anche con i cellulari. Il decreto approvato di recente esclude però gli studenti e i ricercatori: per loro le riproduzioni hanno sempre un costo.
Per Ostia antica: tutti giù per terra
Archeologia negata
Dopo una petizione popolare, si tiene sabato un sit per chiedere l’istituzione del Parco archeologico Fiumicino Ostia antica
Appia antica, il parco che non c’è
Archeologia a rischio
Ministero ed enti locali discutono su come tutelare la strada romana concepita a due sensi. In attesa di un accordo vengono violati i vincoli. Anche quelli paesaggistici.
Veduta con Fori
Archeologia negata a Roma
Un progetto per il recupero dei Fori Imperiali: il più importante complesso archeologico del mondo spaccato in due da un incongruo nastro d’asfalto voluto da Mussolini.
La Roma invisibile
Archeologia negata
Elenco ragionato del patrimonio monumentale della capitale che visitatori e turisti difficilmente potranno vedere perché “provvisoriamente” chiusi o eccezionalmente aperti.
Stop all’affitto e il museo statale chiude
Beni artistici negati
Spending review. Il ministero per i Beni culturali sospende il pagamento dell’affitto a una società del ministero dell’Economia e il Museo Nazionale dell’Alto Medioevo di Roma chiude i battenti.
I volontari dei monumenti
Patrimonio artistico a rischio
“Non siamo in grado di tutelare i monumenti”. A Pisa le istituzioni pubbliche si arrendono e aprono le porte ai volontari suscitando le ire delle associazioni professionali.
Stato di calamità (permanente)
Beni artistici a rischio
A Volterra crollano le mura antiche, in Calabria rischia di essere sommerso il Parco archeologico Paolo Orsi. Come nel Belpaese la pioggia può spazzare via il patrimonio artistico.
Con la cultura si mangia (non in Italia)
Patrimonio artistico
Il Guggenheim di Bilbao ha creato 6 mila posti di lavoro e incassa 274 milioni annui. A Lens decolla la succursale del Louvre con una mostra sugli etruschi di Cerveteri. Il British Museum fa il boom di incassi con un documentario su Pompei. Anche gli arabi puntano sui musei di nuova generazione. E l’Italia?
Ciampino, abitazioni con vista (archeologica)
Archeologia a rischio
Un progetto immobiliare pari a un intero quartiere potrebbe essere realizzato a pochi passi dalla villa di Valerio Messalla Corvino, una delle maggiori scoperte archeologiche degli ultimi anni.

Ostia, ma che bel castello
Patrimonio archeologico negato
Uno dei manieri più spettacolari dell’Italia centrale, esempio unico di architettura militare rinascimentale, in ottimo stato di conservazione è visitabile (gratuitamente) solo da 60 persone a settimana. Prosegue il viaggio di Golem tra i tesori archeologici negati.
Ostia, che scempio!
Patrimonio archeologico negato
Restauri in perenne attesa di completamento, muri a rischio crollo, erba e acqua sui mosaici, tasselli e intarsi raccolti e portati via dai turisti come souvenir: visita guidata a Ostia antica. Prosegue il viaggio di Golem tra i tesori archeologici a rischio.
Il valore della cultura
Assunzioni ai Beni culturali
Il Mibact pubblica un bando per 500 “giovani” laureati a cui offre un tirocinio sottopagato suscitando le proteste di tutte le associazioni di categoria: “Due milioni e mezzo di euro sprecati”. (english version)
L’Ara Pacis della discordia
Roma, monumenti allagati
La copertura non regge all’impeto della pioggia e il monumento augusteo finisce in ammollo. Stessa sorte per le fondamenta del Tempio di Giove e la sala degli Orazi e Curiazi dove nel 1957 furono firmati i Trattati di Roma e nel 2004 fu sottoscritta la Costituzione per l’Europa.
Il litorale (perduto) dei romani
Patrimonio archeologico negato
Un patrimonio immenso e unico, negato ai visitatori, ignorato dai turisti. Come perdere un’opportunità di rilancio e favorire l’incuria. Prosegue il viaggio di Golem tra i tesori archeologici a rischio.
Cerveteri, i banditi della Banditaccia
Patrimonio artistico negato
Definita dall’Unesco “una testimonianza unica ed eccezionale dell’antica civiltà etrusca”, la necropoli più estesa del Mediterraneo in balìa di furti, saccheggi e incuria potrebbe rinascere. Prosegue il viaggio di Golem nell’Italia archeologica a rischio.

Umbria, curia, affari e rovine
Beni artistici negati
A Narni il Castello di San Girolamo (pronto per diventare albergo di lusso) finisce sotto sequestro. A Perugia un bassorilievo di Canova in pezzi durante il trasferimento dall’Accademia di Belle Arti. Prosegue il viaggio di Golem nel patrimonio artistico negato.

Valle d’Aosta. Gli archeoritardi
Beni artistici negati

La realizzazione del Parco di Saint Martin de Corléans, una delle più importanti testimonianze archeologiche dell’età preistorica in Italia, va avanti da 40 anni. Storia di un guinness, fra sprechi, errori di progettazione, ritardi e mancanza di fondi. Prosegue l’inchiesta di Golem sul patrimonio artistico negato.

Colosseo in (eterna) attesa di restauro
Archeologia negata
Cade a pezzi a causa di traffico, vibrazioni, sbalzi di temperatura e scarsa manutenzione. Due anni fa Tod’s ne ha sponsorizzato il recupero con 25 milioni di euro, ma tra ritardi burocratici e ricorsi i lavori non sono ancora iniziati. Prosegue il viaggio di Golem nei beni artistici a rischio.
Emilia Romagna, il patrimonio crollato
Beni culturali
A poco più di un anno dal terremoto che ha colpito le province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia si procede al recupero di oltre duemila immobili di valore artistico. Trasferite tele, sculture e reperti. Numerosi i preziosi in attesa di restauro. Prosegue il viaggio di Golem nei beni artistici italiani.
Gorizia, ascensore per il castello
Beni culturali
Raddoppiano i costi, si allungano i tempi (15 anni già trascorsi) per la realizzazione di un’opera che rischia di diventare a grosso impatto ambientale in un’area archeologica ancora da valorizzare. Prosegue il viaggio di Golem nel patrimonio artistico negato.
Trieste e le rane (vere) di Aristofane
Beni artistici abbandonati
Il Teatro romano invaso dai rumorosi anfibi; il parco e il castello di Miramare in pieno declino tra erbacce e acqua stagnante al punto da indurre il discendente dalla casa d’Asburgo in una recente visita a dichiarare: “La situazione si commenta da sé”.
L’arte ritrovata
Mostra di reperti trafugati
Castel Sant’Angelo a Roma ospita una mostra di capolavori archeologici recuperati dopo essere stati trafugati. Ottantamila gli oggetti sequestrati lo scorso anno dai carabinieri della Tutela del patrimonio culturale, per un valore di oltre 150 milioni di euro.
Piemonte, archeologia ad alta velocità
Scavi in Val di Susa
Smantellati il Museo e il sito di Chiomonte per ospitare un cantiere della linea ferroviaria Torino-Lione. Tra tombe e reperti anche i cingolati delle forze dell’ordine. Un gruppo di studiosi lancia la Carta archeologica online per monitorare e archiviare il patrimonio artistico regionale.
Aci, soccorso archeologico
Archeologia negata in Sicilia
I responsabili dei Beni culturali sopprimono quattro parchi nel Catanese. In attesa di un Piano Territoriale, i provvedimenti si basano su norme temporanee scadute. L'assessore regionale archeologa in controtendenza approva i Parchi di Selinunte e Segesta. Prosegue il viaggio di Golem nel patrimonio artistico negato.
Siracusa, il dramma del teatro Greco
Musei restaurati e chiusi

Musei aperti ma senza reperti, musei restaurati, inaugurati e subito dopo richiusi, torri saracene cadenti, parchi archeologici invasi dalle erbacce e privi di manutenzione, aspiranti soprintendenti dell’Inda bocciati e riciclati. Prosegue l’inchiesta di Golem nel patrimonio artistico negato.

Catania, parchi archeologici a rischio
La guerra dell'archeologia
Potrebbero essere soppressi quelli del sito greco-romano, delle Aci, del Calatino e del Simeto. La proposta è del sovrintendente, mentre la nuova giunta regionale lavora a un piano di rilancio. Prosegue l’inchiesta di Golem sul patrimonio negato.

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni