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L'arte dei vandali

La Barcaccia dei rifiuti olandesi

20 Febbraio 2015 di 

Come fingersi tifosi, danneggiare opere d’arte (e non solo) e cavarsela a buon mercato. Senza pagare le spese.

La Barcaccia dei rifiuti olandesi
“Quello che è accaduto a Roma giovedì è un segno di barbarie e inciviltà. Puniremo con molta severità e durezza i tifosi olandesi del Fayenoord che "pieni di birra" hanno preso a sassate Roma, e provocato scontri: un vero e proprio insulto alla civiltà”, queste le parole del premier Matteo Renzi all’indomani del barbarico assalto olandese alla città eterna.

19 febbraio 2015. Roma è travolta da una nuova orda barbarica, quella degli olandesi del Fayenoord. Strade imbrattate, autoveicoli danneggiati, cassonetti distrutti, strade del centro storico usate come latrine, negozianti costretti a tenere chiusi i propri esercizi commerciali o a chiudere prima del tempo per motivi di sicurezza. Piazza di Spagna ridotta ad una discarica di rifiuti e bottiglie di birra. Confcommercio parla di un danno commerciale pari a 3 milioni di euro. I danni alla città ancora non sono stati quantificati ma si parla già di milioni di euro. Ad essere stati quantificati sono invece i rifiuti raccolti: 20 metri cubi, soprattutto vetro. Ad essere stato oltraggiato più di tutti è uno dei monumenti simbolo della nostra città: la Barcaccia. Realizzata tra il 1626 e il 1629 al centro di Piazza di Spagna per volontà di papa Urbano VIII Barberini che, riprendendo un progetto del 1570, volle ornare con fontane pubbliche le più importanti piazze della città attraversate dal ristrutturato Acquedotto Vergine, il primo costruito dai romani e l’unico ad essersi mantenuto ininterrottamente in uso fino all’età moderna. La fontana fu realizzata da Pietro Bernini, architetto dell’Acqua Vergine dal 1623 e padre del più celebre Gian Lorenzo, di cui non è da escludere la collaborazione. L’originalità di questa fontana fu la forma, quella di una barca, che la fece sembrare più un’opera scultorea che architettonica. Interamente in travertino, la vasca ha infatti la forma di una barca che raccoglie l’acqua che zampilla da un catino centrale e quella che fuoriesce dalle estremità, cioè da poppa e da prua. L’acqua così raccolta fuoriesce dalla barca lungo i fianchi per essere raccolta in un bacino sottostante. L’effetto visivo è meraviglioso, è quello di una barca che sta affondando. Nel tempo il monumento ha subito ripetuti interventi restaurativi l’ultimo dei quali, del valore di 200 mila euro, si è concluso lo scorso settembre. Il restyling è durato circa un anno e mezzo ed è stato eseguito grazie alla sponsorizzazione della Urban Vision. Ebbene, sono bastati pochi secondi di ingiustificato vandalismo per vanificare un anno di lavori. E’ bastata l’inciviltà di alcuni tifosi olandesi per ferire “irreparabilmente” uno dei monumenti più belli di Roma. Durante i sopralluoghi eseguiti questa mattina dai tecnici della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma, oltre ai danni accertati al candelabro, dal cui orlo è stato divelto un frammento di circa 10 centimetri, sono emerse una sessantina di scheggiature e scalfiture causate soprattutto da urti con vetro. “Un danno grave perché permanente” ha spiegato Annamaria Cerioni responsabile del servizio restauro della Soprintendenza Capitolina “quando un’opera come questa viene danneggiata non tornerà più come prima”. Il valore dei danni non è stato stimato perché la conta dei danni non è ultimata. Oltre a chiedersi il perché di tanta inaudita inciviltà, un’altra è la domanda che attanaglia non solo i romani, feriti più di tutti da questo violento assalto, ma tutti gli italiani: chi pagherà? Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha subito chiarito che “chi rompe paga” ma poco dopo ha anche fatto sapere, dopo una telefonata con l’ambasciatore dell’Olanda, che gli olandesi non si sentono responsabili e quindi non intendono pagare il restauro. Dall’ambasciata olandese garantiscono che ci sarà la massima cooperazione per individuare e punire i colpevoli, dopodichè, una volta quantificati i danni, si stabilirà se l’Olanda debba pagare. Una sonora condanna del comportamento di questi tifosi è invece arrivata sia dal vicepresidente UE, l’olandese Frans Timmermans, che dal dg del Feyenoord Eric Gudde. Entrambi ritengono necessario assumere una linea dura affinché lo sport non venga danneggiato da simili “teppisti”, esponenti di un “branco di senza cervello” che usano il calcio per compiere azioni vandaliche. In Italia c’è chi ha subito chiesto le dimissioni del ministro dell’Interno Alfano, chi quelle del questore, chi quelle del sindaco Marino. Ma il sindaco non ci sta e ha risposto subito a questi attacchi ricordando, durante una conferenza, che il primo cittadino non ha potere sulle forze dell’Ordine e che esiste una figura, il prefetto, nominato dal ministro dell’interno e deputato alla gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico in una città. “Esigo che la Capitale abbia la gestione della sicurezza al pari di un Paese del G8” ha detto Marino “chiederò inoltre ad Alfano se ritiene che Roma sia sicura in tema terroristico, dal momento che quanto successo mostra, al contrario, quanto sia insicura. Di certo qualcuno tra questore, prefetto e ministro dell’interno deve dimettersi”. Numerose banche, istituzioni, società e la stessa Figc, per voce di Tavecchio, si sono dette pronte a sostenere le spese di riparazione. Intanto sono 6 i tifosi del Fayenoord arrestati per reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ma non si esclude che nelle prossime ore si possa procedere anche per il reato di devastazione. Al momento di certo c’è solo la profonda ferita inferta al nostro passato, una cicatrice indelebile. La speranza è che almeno questa volta qualcuno paghi.





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