Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

Follow Us

Mostra di reperti trafugati

L’arte ritrovata

31 Maggio 2013 di 

Castel Sant’Angelo a Roma ospita una mostra di capolavori archeologici recuperati dopo essere stati trafugati. Ottantamila gli oggetti sequestrati lo scorso anno dai carabinieri della Tutela del patrimonio culturale, per un valore di oltre 150 milioni di euro.

L’arte ritrovata
Opere d’arte di nuovo in mostra dopo essere state trafugate. Castel Sant’Angelo ospita la mostra “Capolavori dell’archeologia: recuperi, ritrovamenti, confronti” allestita in occasione dei vent’anni di collaborazione tra l’Arma dei carabinieri, la Guardia di finanza e la polizia di Stato con il Centro europeo per  il turismo, presieduto da Giuseppe Lepore.
L’esposizione, in programma fino al 5 novembre, è stata organizzata in collaborazione con la Soprintendenza speciale per il Patrimonio Storico-Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo museale della città di Roma, diretta da Daniela Porro, e con l’ausilio di un comitato promotore presieduto da Roberto Cecchi sottosegretario di Stato MiBac. L’allestimento è stato curato da Eugenio La Rocca, Mario Lolli Ghetti e Maria Grazia Bernardini. Obiettivo della mostra è presentare ai visitatori i risultati dell’attività delle forze dell’ordine svolta a protezione dei beni artistici e archeologici. Le opere esposte sono state rinvenute nel corso di importanti attività di recupero che hanno permesso il rientro in Italia di numerosi reperti rubati, trafugati da scavatori clandestini o esportati illecitamente. I visitatori possono quindi non solo apprezzare il grande lavoro scientifico e di ricerca che sta alla base di ogni ritrovamento, ma conoscerne anche la storia del rientro in Italia, il valore ed il significato storico-artistico, infine il luogo dove oggi questi capolavori sono conservati.

Loschi affari internazionali
Molte opere sono state recuperate attraverso sequestri o intercettazioni sul mercato antiquario, alcune sono rinvenimenti fortunosi, altre sono state restituite da musei stranieri o da collezioni private. La grande novità di questa mostra è la contestualizzazione dei pezzi e la ricostruzione del tessuto storico per evidenziare l’importanza del recupero. Così i reperti riacquisiti sono stati esposti insieme ad altre opere simili per materiale, tecnica e datazione ma contestualizzate, perché provenienti da mirate ricerche scientifiche, e quindi tali da consentire confronti chiarificatori. Sono in mostra anche contesti integri, come per esempio i corredi funerari, per evidenziare l’importanza delle relazioni tra i materiali e al tempo stesso mostrare la grande perdita di dati che ogni furto o scavo clandestino comporta.

Dal Metropolitan di New York al Getty Museum di Malibu: restituzioni illustri
archeo 2La mostra è divisa in nove sezioni tematiche, ognuna organizzata intorno alle principali opere riacquisite. La prima sezione, incentrata su un kouros in marmo pario ritrovato dalla Guardia di Finanza, è dedicata a Kouroi e Korai quali simboli dell’aristocrazia. Fiore all’occhiello della mostra è sicuramente la seconda sezione, dove sono esposti due capolavori assoluti della ceramica attica, restituiti dal Metropolitan Museum di New York e dal Getty Museum di Malibu grazie all’azione dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Si tratta di un Cratere a calice a figure rosse (515 a.C.), firmato da Euxitheos come vasaio e da Euphronios come ceramografo (per questo detto “cratere di Euphronios”), raffigurante il trasporto del corpo di Sarpedonte. Il secondo vaso è una Kylix a figure rosse con scena del ciclo troiano, datata al 500 a.C. I vasi, entrambi conservati al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, sono lo spunto per una trattazione sull’invenzione delle figure rosse e l’importanza del simposio nella società aristocratica greca. Nella terza sezione è spiegata la funzione degli acroliti partendo da quello proveniente dal sito di Morgantina, restituito dagli Stati Uniti, mentre nella quarta si affronta il tema della bronzistica greca. Attraverso l’esposizione di un grande cratere marmoreo si celebra il rientro in Italia, ad opera di una importante azione dei carabinieri, di un insieme di manufatti marmorei, in eccezionale stato di conservazione, provenienti da Ascoli Satriano in Puglia e forse pertinenti ad una tomba aristocratica daunia. Nella sesta sezione si parla di ceramografia magno-greca, nella successiva di decorazione parietale attraverso l’esposizione di frammenti di affreschi, nell’ottava di scultura greco-romana ed infine, nella nona, di corse e aurighi nella Roma imperiale attraverso le scene rappresentate sui sarcofagi. Un’intera sala è dedicata all’azione di tutela svolta dalle forze dell’ordine per mezzo di un’esemplificazione di materiali recuperati, foto e filmati d’archivio. È previsto un secondo appuntamento, nel 2015, in cui saranno esposti altri capolavori del patrimonio storico artistico recuperati.

Caccia al ladro: un nucleo specializzato
archeo 33L’Italia è stata il primo Paese al mondo a dotarsi di un organismo di polizia specializzato nel settore della tutela del patrimonio artistico: il 3 maggio 1969 il Comando generale dell’Arma dei carabinieri decideva di costituire, presso il ministero della Pubblica Istruzione e d’intesa con esso, il Nucleo Tutela Patrimonio Artistico. Obiettivo del Nucleo era quello di arginare il crescente depauperamento che minacciava il patrimonio artistico nazionale. Fu scelta come sede il palazzo ideato da Filippo Raguzzini a piazza Sant’Ignazio a Roma. Negli anni successivi il reparto è stato elevato al rango di Comando di Corpo e reso più adattato alle nuove esigenze di contrasto. Oggi il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (T.P.C.) è un ufficio di diretta collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, retto dal generale Mariano Mossa, che ha un Reparto operativo e 13 nuclei, con competenza regionale  o interregionale, distribuiti su tutto il territorio nazionale e alle dipendenze del colonnello Luigi Cortellessa. In tanti anni di attività questo nucleo ha creato la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, oggi considerata il database più ampio esistente al mondo. Si tratta di uno strumento per l’elaborazione e l’analisi di fenomeni criminali concernenti i beni culturali, ed in grado di orientare l’attività preventiva e di investigazione. Questo perché è aggiornata quotidianamente con descrizioni e foto dei beni culturali da ricercare, che giungono da tutte le forze dell’ordine, Interpol compresa.
Tra i recuperi più eccellenti vanno ricordati la Flagellazione di  Piero della Francesca, la Madonna con San Giovannino e il Bambino di Raffaello Sanzio, la statua romana di Zeus trafugata dal Museo Archeologico di Firenze, le Muse inquietanti di De Chirico, il cratere a calice del pittore Asteas.
 
Scavi clandestini. Sicilia, Puglia e Sardegna le regioni a rischio
archeo 4A fine anno il Comando T.P.C. pubblica un rapporto sulle attività di tutela svolte ed i risultati ottenuti. Nel 2012 (il documento è leggibile integralmente a questo link  ) sono stati recuperati beni culturali per un valore di circa 157 milioni di euro, a cui vanno sommati 10 immobili sequestrati del valore di 32 milioni di euro. Sono stati recuperati 55.227 oggetti artistici (+110%), 11.676 reperti archeologici (+17%), 12.496 monete di natura archeologica e 5.799 beni di natura paleontologica. Per quanto concerne le tre principali tipologie criminose (furto, scavi clandestini e contraffazione) i dati sono soddisfacenti. I furti, da sempre il reato più frequente nell’ambito dei beni culturali, sono diminuiti del 1,7%. Le regioni più colpite sono state Lazio, Emilia Romagna e Lombardia. Obiettivi privilegiati sono risultati i luoghi di culto, spesso privi di idonei sistemi di difesa; seguono strutture private, enti pubblici e musei. Per quanto concerne questi ultimi, capita spesso che siano controlli inventariali a fare scoprire mancanze avvenute in epoca imprecisata. Diminuendo i furti, è stata registrata una diminuzione del 48% dei beni culturali sottratti. Tra le tipologie maggiormente rubate il primo posto spetta ai beni librari e archivistici, forse a causa della facilità con cui spesso se ne entra in contatto e in virtù delle maneggevoli dimensioni che ne facilitano l’occultamento. Il fatto che siano stati recuperati più beni di quelli denunciati denota una chiara difficoltà nella custodia, aggravata dalla mancanza di una inventariazione completa. Altra tipologia particolarmente asportata è quella dei beni chiesastici, in particolare candelabri, ex voto, reliquari e crocifissi. Gli scavi clandestini, segnalati maggiormente in Sicilia, Puglia e Sardegna, hanno registrato una diminuzione del 29%, basti pensare che negli ultimi 5 anni gli avvistamenti sono drasticamente diminuiti da 238 a 37. Successo ottenuto grazie ad una buona investigazione e ad una efficace attività preventiva fatta di controlli semestrali e monitoraggio dei siti archeologici. La contraffazione, in particolar modo di opere d’arte contemporanee, nel 2012 ha fatto segnare un incremento di recuperi pari al 1,6%. La stima economica dei falsi sequestrati, di oltre 78 milioni di euro, ha segnato un aumento del valore pari al 39%. Altra minaccia è costituita dal mercato illecito di beni culturali via web, nuova frontiera dell’illegalità: attraverso il monitoraggio di siti on line, nel biennio 2011-2012 sono stati sequestrati 65.316 beni di varia natura. Le investigazioni avvengono anche in campo internazionale, sia monitorando il mercato attraverso i siti internet e i cataloghi di aste, sia consolidando rapporti con i reparti specializzati delle forze di polizia estere. Grazie a questo lavoro, il nucleo è riuscito a rimpatriare 1389 beni culturali italiani e a recuperare 149 beni di proprietà di Paese esteri, a cui sono stati restituiti.
Sabrina Corarze
© goleminformazione.it - riproduzione vietata
Sabrina Corarze
Sabrina Corarze
Informazioni sull'autore

Nata a Casale Monferrato nel 1978, è laureata in Lettere Classiche presso l’Università La Sapienza di Roma, con una tesi in Archeologia e Storia dell’arte greca e romana che costituisce un aggiornamento della carta archeologica di Roma. Nella stessa Università si è specializzata in Numismatica antica presso la I Scuola di Specializzazione in Archeologia Classica, con una tesi sulla monetazione di Alessandro Magno emessa dalla zecca di Amphipolis. Ha conseguito il diploma di Archivista presso la Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica e frequentato il corso di Paleografia greca. Dal 1997 al 2005 ha preso parte con ruoli di responsabilità a diverse campagne di scavo archeologico nel Lazio (Veio, Pyrgi, Palatino), in Sardegna (S. Maria di Tergu) e in Calabria (Malvito). Ha lavorato come tirocinante presso l’archivio storico della Pontificia Università Gregoriana occupandosi dello studio di manoscritti del fondo Curia. Ha svolto un tirocinio di oltre un anno presso l’Archivio Segreto Vaticano, prendendo parte ad un primo progetto relativo allo studio dell’Indice 1050 del Fondo Carpegna e ad un secondo inerente lo studio del fondo Bandi sciolti. Ha pubblicato alcuni suoi studi di argomento archeologico e numismatico sulla rivista Monete Antiche, in S.P.Q.R. quaderni di percorsi storici e sulla rivista mensile InStoria. A uso interno dell’Archivio firma introduzione, trascrizione e integrazioni della pubblicazione “Fondo Carpegna. L’indice 1050” a cura di Angelo Mercati (in Archivum Secretum Apostolicum Vaticanum,Città del Vaticano, luglio 2010).

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Articoli dell'approfondimento

La Barcaccia dei rifiuti olandesi
L'arte dei vandali
Come fingersi tifosi, danneggiare opere d’arte (e non solo) e cavarsela a buon mercato. Senza pagare le spese.
I lavoratori (donatori) della cultura
Beni culturali & lavoro
Il turismo culturale in Italia genera un volume di affari da un miliardo di euro che potrebbe essere incrementato. Governo e Comune di Roma però non investono e cercano di risparmiare sugli stipendi puntando sui volontari. La protesta di archeologi e professionisti del settore.
I tesori di Roma s’involano per l’America
Lavoro e archeologia negata
Gli archeologi (e non solo) contestano il sindaco della capitale che firma un accordo per trasferire, far studiare e catalogare centomila reperti archeologici inediti alle università statunitensi.

ArtBonus? Ai turisti, non agli studiosi
Il decreto delle polemiche
Nei musei e nei siti archeologici del Belpaese è ora possibile fotografare. Anche con i cellulari. Il decreto approvato di recente esclude però gli studenti e i ricercatori: per loro le riproduzioni hanno sempre un costo.
Per Ostia antica: tutti giù per terra
Archeologia negata
Dopo una petizione popolare, si tiene sabato un sit per chiedere l’istituzione del Parco archeologico Fiumicino Ostia antica
Appia antica, il parco che non c’è
Archeologia a rischio
Ministero ed enti locali discutono su come tutelare la strada romana concepita a due sensi. In attesa di un accordo vengono violati i vincoli. Anche quelli paesaggistici.
Veduta con Fori
Archeologia negata a Roma
Un progetto per il recupero dei Fori Imperiali: il più importante complesso archeologico del mondo spaccato in due da un incongruo nastro d’asfalto voluto da Mussolini.
La Roma invisibile
Archeologia negata
Elenco ragionato del patrimonio monumentale della capitale che visitatori e turisti difficilmente potranno vedere perché “provvisoriamente” chiusi o eccezionalmente aperti.
Stop all’affitto e il museo statale chiude
Beni artistici negati
Spending review. Il ministero per i Beni culturali sospende il pagamento dell’affitto a una società del ministero dell’Economia e il Museo Nazionale dell’Alto Medioevo di Roma chiude i battenti.
I volontari dei monumenti
Patrimonio artistico a rischio
“Non siamo in grado di tutelare i monumenti”. A Pisa le istituzioni pubbliche si arrendono e aprono le porte ai volontari suscitando le ire delle associazioni professionali.
Stato di calamità (permanente)
Beni artistici a rischio
A Volterra crollano le mura antiche, in Calabria rischia di essere sommerso il Parco archeologico Paolo Orsi. Come nel Belpaese la pioggia può spazzare via il patrimonio artistico.
Con la cultura si mangia (non in Italia)
Patrimonio artistico
Il Guggenheim di Bilbao ha creato 6 mila posti di lavoro e incassa 274 milioni annui. A Lens decolla la succursale del Louvre con una mostra sugli etruschi di Cerveteri. Il British Museum fa il boom di incassi con un documentario su Pompei. Anche gli arabi puntano sui musei di nuova generazione. E l’Italia?
Ciampino, abitazioni con vista (archeologica)
Archeologia a rischio
Un progetto immobiliare pari a un intero quartiere potrebbe essere realizzato a pochi passi dalla villa di Valerio Messalla Corvino, una delle maggiori scoperte archeologiche degli ultimi anni.

Ostia, ma che bel castello
Patrimonio archeologico negato
Uno dei manieri più spettacolari dell’Italia centrale, esempio unico di architettura militare rinascimentale, in ottimo stato di conservazione è visitabile (gratuitamente) solo da 60 persone a settimana. Prosegue il viaggio di Golem tra i tesori archeologici negati.
Ostia, che scempio!
Patrimonio archeologico negato
Restauri in perenne attesa di completamento, muri a rischio crollo, erba e acqua sui mosaici, tasselli e intarsi raccolti e portati via dai turisti come souvenir: visita guidata a Ostia antica. Prosegue il viaggio di Golem tra i tesori archeologici a rischio.
Il valore della cultura
Assunzioni ai Beni culturali
Il Mibact pubblica un bando per 500 “giovani” laureati a cui offre un tirocinio sottopagato suscitando le proteste di tutte le associazioni di categoria: “Due milioni e mezzo di euro sprecati”. (english version)
L’Ara Pacis della discordia
Roma, monumenti allagati
La copertura non regge all’impeto della pioggia e il monumento augusteo finisce in ammollo. Stessa sorte per le fondamenta del Tempio di Giove e la sala degli Orazi e Curiazi dove nel 1957 furono firmati i Trattati di Roma e nel 2004 fu sottoscritta la Costituzione per l’Europa.
Il litorale (perduto) dei romani
Patrimonio archeologico negato
Un patrimonio immenso e unico, negato ai visitatori, ignorato dai turisti. Come perdere un’opportunità di rilancio e favorire l’incuria. Prosegue il viaggio di Golem tra i tesori archeologici a rischio.
Cerveteri, i banditi della Banditaccia
Patrimonio artistico negato
Definita dall’Unesco “una testimonianza unica ed eccezionale dell’antica civiltà etrusca”, la necropoli più estesa del Mediterraneo in balìa di furti, saccheggi e incuria potrebbe rinascere. Prosegue il viaggio di Golem nell’Italia archeologica a rischio.

Umbria, curia, affari e rovine
Beni artistici negati
A Narni il Castello di San Girolamo (pronto per diventare albergo di lusso) finisce sotto sequestro. A Perugia un bassorilievo di Canova in pezzi durante il trasferimento dall’Accademia di Belle Arti. Prosegue il viaggio di Golem nel patrimonio artistico negato.

Valle d’Aosta. Gli archeoritardi
Beni artistici negati

La realizzazione del Parco di Saint Martin de Corléans, una delle più importanti testimonianze archeologiche dell’età preistorica in Italia, va avanti da 40 anni. Storia di un guinness, fra sprechi, errori di progettazione, ritardi e mancanza di fondi. Prosegue l’inchiesta di Golem sul patrimonio artistico negato.

Colosseo in (eterna) attesa di restauro
Archeologia negata
Cade a pezzi a causa di traffico, vibrazioni, sbalzi di temperatura e scarsa manutenzione. Due anni fa Tod’s ne ha sponsorizzato il recupero con 25 milioni di euro, ma tra ritardi burocratici e ricorsi i lavori non sono ancora iniziati. Prosegue il viaggio di Golem nei beni artistici a rischio.
Emilia Romagna, il patrimonio crollato
Beni culturali
A poco più di un anno dal terremoto che ha colpito le province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia si procede al recupero di oltre duemila immobili di valore artistico. Trasferite tele, sculture e reperti. Numerosi i preziosi in attesa di restauro. Prosegue il viaggio di Golem nei beni artistici italiani.
Gorizia, ascensore per il castello
Beni culturali
Raddoppiano i costi, si allungano i tempi (15 anni già trascorsi) per la realizzazione di un’opera che rischia di diventare a grosso impatto ambientale in un’area archeologica ancora da valorizzare. Prosegue il viaggio di Golem nel patrimonio artistico negato.
Trieste e le rane (vere) di Aristofane
Beni artistici abbandonati
Il Teatro romano invaso dai rumorosi anfibi; il parco e il castello di Miramare in pieno declino tra erbacce e acqua stagnante al punto da indurre il discendente dalla casa d’Asburgo in una recente visita a dichiarare: “La situazione si commenta da sé”.
L’arte ritrovata
Mostra di reperti trafugati
Castel Sant’Angelo a Roma ospita una mostra di capolavori archeologici recuperati dopo essere stati trafugati. Ottantamila gli oggetti sequestrati lo scorso anno dai carabinieri della Tutela del patrimonio culturale, per un valore di oltre 150 milioni di euro.
Piemonte, archeologia ad alta velocità
Scavi in Val di Susa
Smantellati il Museo e il sito di Chiomonte per ospitare un cantiere della linea ferroviaria Torino-Lione. Tra tombe e reperti anche i cingolati delle forze dell’ordine. Un gruppo di studiosi lancia la Carta archeologica online per monitorare e archiviare il patrimonio artistico regionale.
Aci, soccorso archeologico
Archeologia negata in Sicilia
I responsabili dei Beni culturali sopprimono quattro parchi nel Catanese. In attesa di un Piano Territoriale, i provvedimenti si basano su norme temporanee scadute. L'assessore regionale archeologa in controtendenza approva i Parchi di Selinunte e Segesta. Prosegue il viaggio di Golem nel patrimonio artistico negato.
Siracusa, il dramma del teatro Greco
Musei restaurati e chiusi

Musei aperti ma senza reperti, musei restaurati, inaugurati e subito dopo richiusi, torri saracene cadenti, parchi archeologici invasi dalle erbacce e privi di manutenzione, aspiranti soprintendenti dell’Inda bocciati e riciclati. Prosegue l’inchiesta di Golem nel patrimonio artistico negato.

Catania, parchi archeologici a rischio
La guerra dell'archeologia
Potrebbero essere soppressi quelli del sito greco-romano, delle Aci, del Calatino e del Simeto. La proposta è del sovrintendente, mentre la nuova giunta regionale lavora a un piano di rilancio. Prosegue l’inchiesta di Golem sul patrimonio negato.

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni