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Combattere l’invidia

Eliminare lo Iago che è in noi

15 Novembre 2013 di 

Cosa fare ma soprattutto cosa non fare se si vuole imparare a non essere invidiosi e a trasformare l’invidia da negativa in positiva. Come distinguerla dalla gelosia.

Eliminare lo Iago che è in noi
E tra un’invidia e l’altra eccoci arrivati alla tranche finale, quella dedicata ai rimedi, destinata a coloro cui è capitato di sentirsi dolorosamente invidiosi, nonché a coloro che vogliono apprendere strategie da consigliare ai loro cari afflitti da questo problema.

Comincerei col descrivere cosa non si dovrebbe fare, perché talvolta basta evitare di fare qualcosa per risolvere il cruccio piuttosto che ingegnarsi in comportamenti nuovi.

Cosa non fare
La prima cosa che non si dovrebbe fare se si soffre di invidia è nascondersi questo problema, nascondendolo non si riesce a metabolizzarlo, è come un sassolino sempre presente nella scarpa, possiamo fingere che non ci sia, ma farà male comunque; prenderne coscienza non solo vuol dire decidere di migliorarsi, ma vuol dire anche non rendere più grave un banale sentimento di quello che è in realtà, dopotutto un pizzico di invidia è normale e come abbiamo visto se trasformata in positiva, questa  può diventare addirittura propulsiva al miglioramento.
Eliminare alcuni comportamenti può servire proprio a trasformare l’invidia da negativa a positiva: cercate di abbandonare rancori e risentimenti e smettete di rimuginare sui successi altrui confrontati con i vostri insuccessi; evitate di aggredire continuamente gli altri di cui vi sentite invidiosi e non deprimetevi per i successi altrui, ma neanche per i vostri insuccessi.
Dovreste anche evitare di vedere l’erba del vicino come  più verde, ognuno ha il proprio orticello da coltivare, ognuno ha le proprie disgrazie e le proprie fortune, ma se continuerete a vedervi come perseguitati dalla malasorte non potrete che rimanere legati alla vostra invidia sulle fortune degli altri a voi vicini. Al tempo stesso evitate di ostentare le vostre fortune agli altri, chi desidera essere ammirato per le proprie ricchezze si troverà ben presto ad invidiare quelle altrui; per scacciare l’invidia da se stessi uno dei passi più importanti è proprio quello di eliminare il piacere dell’invidia nell’occhio dell’altro: rinunciare a essere invidiati aiuta a eliminare l’invidia, oltre ad evitare che vi si chiudano porte in faccia.
Evitate quindi di sentirvi inferiori agli altri, ma evitate anche di sentirvi superiori, voi avete il vostro valore, come ognuno ha il proprio, il valore di ognuno non è confrontabile con il valore di ogni altro, sarebbe come confrontare la musica con la letteratura, c’è chi preferisce l’una e chi l’altra, ma è innegabile che ognuna abbia il suo specifico valore, sarà solo l’artista a fare la differenza, quindi sarete solo voi a fare la differenza: con voi stessi! 
In pratica smettere di confrontarvi con gli altri può essere un buon inizio per eliminare tutti gli atteggiamenti appena descritti.
Infine un consiglio: evitate di credere nella giustizia divina che tutto riequilibra. Non è vero, non funziona così, siamo noi che ci dobbiamo dare da fare perché la propria vita vada al meglio, senza distrarci dai successi delle persone che secondo noi non meriterebbero le loro fortune.
Ora che abbiamo tolto gli atteggiamenti negativi possiamo introdurne di nuovi.

Cosa fare
Per prima cosa bisogna considerare che l’invidia positiva è di per sé già una soluzione concreta e propositiva per se stessi, serve per aiutarci a reggere le situazioni in cui ci sentiamo inferiori in una determinata cosa, facendoci cercare nella nostra persona nuove risorse da valorizzare, dandoci una guida per giudicare su cosa debba essere veramente importante per noi e cosa non lo sia: l’invidia, se sana, è quel lanternino che ci aiuta a trovare il nostro campo di fragole al di qua dell’irraggiungibile campo d’uva; ma il campo di fragole può essere davvero goduto solo se si elimineranno gli atteggiamenti sopra descritti sostituendoli con quelli di cui ora parleremo.
La prima cosa che bisognerebbe fare è quella di comprendere ciò che veramente vogliamo, spesso non coincide con ciò che ha l’altro. Ma se dovesse coincidere il successo altrui dovrebbe solo spronarci a migliorare noi stessi; a questo punto dovremmo concentrarci solo in noi stessi per migliorarci, non c’è più tempo di pensare all’altro, abbiamo del lavoro da fare per arrivare dove vogliamo.
Ma se assolutamente non riusciamo a non sentire l’invidia per  l’altro, soprattutto perché l’altra persona sembrerebbe stia facendo di tutto per farsi invidiare, potremmo rispondere alla sua più o meno volontaria provocazione con vera e propria sincerità, magari condita di ironia: ammettere ad una persona di invidiarla fa sentire meno invidiosi, come se si fosse buttato fuori quel sentimento che faceva stare male e che ci faceva sentire peggiori, e se riusciamo a usare anche parole ironiche l’ammissione diventerà ancora più facile.

Differenze tra invidia e gelosia
Il sentimento della gelosia è spesso confuso con quello dell’invidia, sia perché verbalmente si tende ad usare l’un per l’altro, sia per l’astio simile che li accompagna; tanto che spesso non sapremmo riconoscere il sentimento neanche in noi stessi
Per comprendere se siete gelosi o invidiosi di qualcuno dovreste rispondere alla seguente domanda: “Se quella persona perdesse il suo privilegio io ne guadagnerei in qualcosa? Ad esempio beni materiali, successo, fama, attenzioni altrui?”Se la risposta è sì: di quella persona siete gelosi perché ha qualcosa che vorreste voi, ma che non potete avere perché ce l’ha lei. Se la risposta è no, di quella persona siete invidiosi perché anche se ha qualcosa di desiderabile il fatto che ce l’abbia o meno non influisce sul fatto che voi l’abbiate oppure no.
In pratica ciò che fondamentalmente differenzia il geloso dall’invidioso è l’oggetto su cui volgono il loro sguardo: il geloso guarda i possedimenti altrui o gli altrui privilegi, desiderandoli per sé; invece l’invidioso guarda il possessore di tali beni desiderando la sua disgrazia; anche il geloso spesso desidera il fallimento altrui, ma solo se questo è prodromico al proprio successo, cosa a cui non è davvero interessato l’invidioso, il quale non vuole distruggere l’altro per il proprio bene, ma esclusivamente per l’altrui male: l’invidioso potrebbe danneggiare anche se stesso se questo gli consentisse di danneggiare l’altro, mentre la gelosia può portare a logorare se stessi senza doppi fini.
Per dirla con poesia: la gelosia è Otello, l’invidia è Iago: Otello teme di perdere l’amore della sua sposa, Iago vorrebbe la fama di Otello. Essendo Iago a provocare il dubbio in Otello, si potrebbe dire che l’invidia dell’altro può muoversi nel tentativo di provocare la gelosia nell’invidiato, e se l’invidia porta a fare cattiverie, la gelosia può invece indurre alla pazzia.
Dalila Liguoro
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Dalila Liguoro
Dalila Liguoro
Informazioni sull'autore

Nata a Milano nel 1977, vive e lavora tra Milano e Lainate dove ha aperto due studi di Psicologia e Grafologia. Di matrice interattivo-cognitiva, ha sviluppato la teoria del Ruolo e del Personaggio della quale si serve nei suoi corsi sull'autostima e di geragogia. 
Pioniera delle consulenze online, dedicate a coloro che non possono raggiungere gli studi facilmente.
Specializzata in criminologia; organizza gruppi d'aiuto per chi subisce violenza o convivenze difficili, ed è consulente di studi legali per perizie psicologiche e criminologiche.
Specializzata in grafodiagnosi e successivamente in perizia grafotecnica. Svolge corsi di Grafologia sia per privati che per aziende. Collabora con diversi avvocati e con il tribunale di Milano per il quale è consulente di ufficio.
Collabora con centri culturali e università dedicate agli adulti e alla terza età
Esperta psicologa in ambito sportivo, collabora con diverse palestre, circuiti, organizzazioni sportive e riviste dedicate allo sport.
E' stata presentatrice e autrice di rubriche dedicate alla psicologia e alla grafologia per TeleNBC e Tele Cuore.

http://www.facebook.com/spaziopsichico

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