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Tu a che gelosia appartieni?

Gelosi si nasce e si diventa

06 Settembre 2013 di 

Può essere depressiva, ansiosa, ossessiva o paranoica. Cresce nell’insicurezza ma se impegna per più di un’ora al giorno, la gelosia è patologica. Attenzione a non farla diventare cronica. Ecco come curarla.

Gelosi si nasce e si diventa
Le vacanze estive sono ormai finite, il periodo appena passato è stato rilassante ma non abbastanza, sciupato da momenti di gelosia che hanno intralciato il sereno trascorrere delle nostre villeggiature, talvolta rovinando momenti belli e romantici, altre volte influenzando le nostre scelte sugli svaghi estivi.

Se vi siete intossicati per colpa di questo sentimento, e siete ora decisi a voler comprendere come affrontare e cambiare questo tratto di personalità così che la vostra vita non ne venga più influenzata, questo articolo e quelli che ne seguiranno potranno esservi di grande aiuto.

Per prima cosa bisogna comprendere quale sia il vostro livello di gelosia (normale o patologica) e il vostro stile ad esso accompagnato, ovvero qual è il sentimento che caratterizza la vostra gelosia: depressione, ansia, ossessione o paranoia? Per fare questo bisogna cercare di comprendere perché siete gelosi e quali sentimenti suscitano in voi la gelosia

Stili di gelosia
La gelosia è un sentimento primordiale che con il tempo si impara a gestire, esso è infatti tipica caratteristica degli adolescenti e degli adulti che non sanno ancora gestire con maturità le loro emozioni primarie.
Solitamente la gelosia nasconde un difetto nell’autostima o l’attraversamento di un periodo particolarmente difficile della propria vita, visto in quest’ottica la gelosia potrebbe essere anche un campanello d’allarme che indica il bisogno di cambiare qualche cosa della propria esistenza.
La gelosia si lega in particolar modo a determinati tipi di personalità che ruotano intorno all’insicurezza, essa infatti trova terreno fertile negli individui che a causa delle loro incertezze personali abbiano sviluppato pensieri depressivi, ansiogeni, eccessivo controllo o sospettosità. Ognuna di queste emozioni caratterizza tipiche personalità (depressiva, ansiosa, ossessiva e paranoica) spesso caratterizzate da gelosia specifica; avremo così la gelosia di tipo depressivo, quella di tipo ansioso, la gelosia ossessiva e quella paranoica, ognuna espressa in modo diverso e per la quale (come vedremo nel prossimo articolo) vi è una diversa soluzione.

Gelosia patologica
Esattamente come gli stili di personalità possono trasformarsi in disagi veri e propri, anche la gelosia può divenire patologica. Come fare quindi a comprendere se siamo di fronte ad una gelosia patologica o meno?
Per gelosia patologica si intende quel tipo di gelosia che impegna la persona più di un’ora al giorno, impedendogli lo svolgimento di una vita serena. E’ inoltre essenziale che sia un delirio vero e proprio, ovvero basato su fatti ipotetici e immaginari, ovvero non deve potersi giustificare con avvenimenti reali. Nel caso vi siamo tradimenti effettivi da parte del partner, e la persona pur soffrendone non faccia niente per liberarsi dalla situazione, non siamo di fronte a gelosia patologica, piuttosto vi potrebbe essere una sorta di dipendenza psicologica o materiale, piuttosto che un obbligo culturale.
Al di là che si tratti di una gelosia patologica piuttosto che una semplice debolezza, descriviamo gli stili più comuni di gelosia.

Gelosia depressiva
La gelosia depressiva si esprime verso gli altri, nel timore che tutti vogliano portare via il proprio partner in quanto fantastico o comunque non meritato. Essa deriva infatti da un sentimento di inferiorità nei confronti del partner, tipico in due casi: il primo caso è quello in cui il la persona ha forti sensi di inadeguatezza; il secondo caso è quello in cui la persona sta accanto ad una figura di “prestigio” o che a lei sembri tale.
Nel primo caso saremo di fronte ad un geloso cronico che presenterà la sua gelosia depressiva con qualsiasi tipo di partner e nei confronti di qualsiasi tipo di contendente in quanto chiunque potrebbe essere meglio di lui non piacendo neanche a se stesso; mentre nel secondo si verificherà una gelosia situazionale, in cui l’individuo si trova in una momentanea situazione psicologica di sensazione di inferiorità rispetto all’altro. Per quanto riguarda quest’ultima situazione può anche accadere che sia stesso il partner a cercare di spingere l’altro a sentirsi inferiore, degradandolo o elogiando unicamente le proprie capacità.
E’ ovviamente possibile e il più delle volte accade, che i due casi sopra descritti si verifichino insieme, ovvero che la persona abbia già delle carenze di autostima che peggiorano nel confronto con un partner prestigioso: è naturale che in questi casi la gelosia sarà subìta in maniera schiacciante, facile che diventi patologica.

Gelosia ansiosa
La gelosia ansiosa deriva da una sorta di sindrome dell’abbandono, la persona ha paura di essere lasciata, non ne sopporta il pensiero, perché dipende dal partner completamente e si sente sicura solo nella quotidianità che sta vivendo.
Generalmente sono persone la cui vita gira tutta intorno alla vita di coppia e se venissero abbandonati dal loro compagno o compagna non saprebbero che pesci pigliare: la sola ipotesi che la loro relazione possa finire le manda in tilt completamente.
La gelosia ha quindi proprio un’utilità vitale per questi individui, in quanto viene utilizzata per tenere sotto controllo la situazione e impedire qualsiasi tipo di pensiero che potrebbe allontanare il partner da loro, inutile dire che paradossalmente questo loro atteggiamento sarà quello che avrà più possibilità di allontanarli avverando la loro paura più grande.
In questo tipo di gelosia la dipendenza dall’altro sarà direttamente proporzionale alle gelosia stessa, ragion per cui più l’individuo dipenderà dall’altro maggiore sarà la probabilità che la sua sia una gelosia patologica.

Gelosia ossessiva
La gelosia ossessiva è un pensiero frequente che non viene sempre espresso, ma rende la persona sospettosa e generalmente tesa. Alla base c’è la paura e il dubbio di non essere amato, la fedeltà viene quindi usata come prova di questo sentimento.
L’individuo tende quindi a guardare gli sguardi dell’altro, a seguire i suoi passi, a controllare i suoi movimenti, in poche parole a scrutarlo di nascosto; questo perché vuole delle continue prove della fedeltà e quindi dell’amore del partner nei proprio confronti.
Il pensiero che caratterizza queste persone è “probabilmente non mi ama perché non gli piaccio davvero, quindi prima o poi mi tradirà”. Se confrontati con il geloso depressivo, gli ossessivi non temono come quest’ultimi di essere “i peggiori della classe”, ma temono di non piacere abbastanza al partner da meritarne amore. L’attesa del tradimento sarà la prova del fatto che avevano ragione a pensare che il partner non li amava davvero.
A differenza dell’ansioso, l’ossessivo non sente che la sua vita terminerà nel caso in cui dovesse finire la sua relazione, anzi se vi sarà un tradimento dell’altro potrà consolarsi con un “avevo ragione”. Ma la prova di non essere stato amato lede fortemente la sua autostima, facendolo entrare in un circolo vizioso che influenzerà negativamente la relazione futura.
Se il geloso ossessivo si convince di non poter essere amato o che l’altro non ne sia capace, la sua gelosia diventerà patologica. Un soggetto del genere è fastidioso ma di contro eccessivamente onesto in quanto userà la sua fedeltà (essendo nella sua opinione questo il metro di giudizio dell’amore) per dimostrare il suo amore nella speranza di meritarne altrettanto.

Gelosia paranoica
Il geloso paranoico è il sospettoso per eccellenza, e il motivo è che lui sospetta di tutto e tutti, lui stesso si reputa un furbo e in fatto di tradimenti è il primo a metterli scaltramente in atto
Avendo come esempio se stesso, come potrebbe fidarsi del partner? Se questo è oltretutto avvenente è un dato di fatto che tradirà, l’unico modo per non farsi tradire è tenerlo sotto chiave, fargli lunghi interrogatori su ogni cosa, magari controllare anche i suoi respiri e i suoi battiti cardiaci e al tempo stesso guardare con sospetto tutti coloro che gli si avvicinano in quanto quasi sicuramente male intenzionati.
Il geloso paranoico e quello ossessivo sono molto simili nei loro controlli, ma quello ossessivo è più velato, il paranoico è invece spudorato. Il suo obiettivo è evitare un tradimento sicuro dimostrando che non è facile ingannarlo.
La differenza tra l’ossessivo e il paranoico geloso è che il primo crede sia possibile il tradimento, ma solo se l’altro non lo ama davvero, è quindi incerto di essere amato e il tradimento diventa la prova concreta di una paura diventata realtà, il suo controllo ossessivo serve a capire se l’altro lo ami oppure no, e cerca di non farsi scoprire in questi suoi controlli (che in realtà vengono puntualmente svelati), solo in questo modo (crede lui) potrà essere sicuro della “reazione spontanea” dell’altro (che ovviamente comprendendo di essere controllato non sarà realmente spontanea).
Il paranoico invece è convinto di vivere in un mondo di imbroglioni, è quindi sicuro che, amore o non amore, il tradimento avverrà se lui non lo impedirà, il suo controllo è palese, deve risultare per l’altro come un avvertimento “stai attento a come ti muovi”.
Quindi mentre il geloso ossessivo resterà in disparte a cercare indizi di un potenziale tradimento, che se venissero trovati trasformerebbero la sua paura in realtà, il paranoico affronterà i potenziali tradimenti come un susseguirsi di sfide, la prima sfida sarà impedire che questo avvenga, la seconda sfida sarà scovare il tradimento.
In tal modo il paranoico si assicura di uscire sempre vincente da queste sfide: se il tradimento non avviene è riuscito a non farsi tradire, se il tradimento avviene aveva ragione nel credere che sarebbe stato tradito, se viene anche scoperto è la vittoria finale.
La gelosia paranoica è il tipo di gelosia più comune tra gli uomini. Per dirla con uno stereotipo, è quella del siciliano che fa guardare in basso la moglie, mentre tra le donne risultano alti tassi di gelosia depressive, ossessiva e ansiosa.

Il quadro della gelosia viene complicato dal fatto che questi quattro stili il più delle volte non si presentano puri, quindi potremo avere un geloso depressivo-ansioso, che si sente inferiore rispetto ad un partner dal quale dipende; o potremo avere un ansioso-ossessivo che teme di non essere amato da un partner intorno al quale gira la sua vita; potremo avere anche combinazioni di tre o addirittura di tutti e quattro gli stili di gelosia: un individuo che sentendosi inferiore rispetto ad un partner teme di non essere da lui amato, ma dipendendo da questo cerca di evitare un tradimento considerato certo.
Comprendere il proprio stile di gelosia è il primo passo per maturare e abbandonare questo atteggiamento doloroso, e nel prossimo numero di Golem parleremo dei rimedi inquadrati per ogni stile di gelosia. (fine prima parte - continua)
Dalila Liguoro
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Dalila Liguoro
Dalila Liguoro
Informazioni sull'autore

Nata a Milano nel 1977, vive e lavora tra Milano e Lainate dove ha aperto due studi di Psicologia e Grafologia. Di matrice interattivo-cognitiva, ha sviluppato la teoria del Ruolo e del Personaggio della quale si serve nei suoi corsi sull'autostima e di geragogia. 
Pioniera delle consulenze online, dedicate a coloro che non possono raggiungere gli studi facilmente.
Specializzata in criminologia; organizza gruppi d'aiuto per chi subisce violenza o convivenze difficili, ed è consulente di studi legali per perizie psicologiche e criminologiche.
Specializzata in grafodiagnosi e successivamente in perizia grafotecnica. Svolge corsi di Grafologia sia per privati che per aziende. Collabora con diversi avvocati e con il tribunale di Milano per il quale è consulente di ufficio.
Collabora con centri culturali e università dedicate agli adulti e alla terza età
Esperta psicologa in ambito sportivo, collabora con diverse palestre, circuiti, organizzazioni sportive e riviste dedicate allo sport.
E' stata presentatrice e autrice di rubriche dedicate alla psicologia e alla grafologia per TeleNBC e Tele Cuore.

http://www.facebook.com/spaziopsichico

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