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Vacanze e gelosia

L’estate dagli occhi verdi

27 Luglio 2013 di 

Cosa è la gelosia e a che serve? C’è quella romantica e quella materiale e perfino quella sociale. Le differenze tra la gelosia maschile e quella femminile.

L’estate dagli occhi verdi
Arriva l’estate, tempo di vacanze, di mare e di relax, ma l’estate mette a dura prova le coppie scatenando quel sentimento che da Otello fu chiamato il mostro dagli occhi verdi, ovvero la gelosia.

Cos’è la gelosia
Prima di addentrarci nei verdi meandri della gelosia è giusto spiegarne il significato.
Talvolta identificabile come sentimento (quando è lieve ma perdurante), altre volte come emozione (quando brusca e lancinante), la gelosia si identifica nella paura di perdere l’affetto di qualcuno o l’esclusività del possesso di qualcosa. Nella gelosia vi è sempre un gioco a tre, ma sia il contendente che l’oggetto del desiderio possono essere talvolta immaginati o previsti come futuri.
La gelosia si può dividere in tre tipi principali a seconda di ciò che si teme di perdere o non avere:
- gelosia romantica, paura di perdere l’affetto di una persona;
- gelosia materiale, paura che qualcuno ci porti via qualcosa che ci appartiene, in questo caso non si parla solo di oggetti, ma anche di persone nel caso le vivessimo come oggetti che ci appartengono;
- gelosia sociale, paura che qualcuno ci rubi un ruolo (che abbiamo o al quale aspiriamo)  nei confronti di un’altra persone (ad esempio l’uomo o la donna di cui si aspira a diventare partner o per cui si vuole essere qualcosa di unico), o nei confronti della società (ad esempio il ruolo all’interno di una compagnia o una promozione).
La gelosia va inoltre differenziata dall’invidia, con la quale spesso si confonde. Quest’ultima non prevede un terzo polo di riferimento: è semplicemente desiderare qualcosa che ha qualcun altro; anche se è vero che spesso l’invidia si accompagna alla gelosia in quanto l’oggetto desiderato che non ci appartiene potrebbe servire nel nostro tentativo di conquista o riconquista di una terza persona. Per fare un esempio calzante in questo periodo estivo, si può essere invidiosi di un bel fisico sfoggiato in spiaggia perché si vorrebbe essere altrettanto avvenenti, ma nel caso ci sia un terzo a cui si vorrebbe piacere, si diventa invidiosi di quel bel corpo perché gelosi del partner. E’ chiaro che la gelosia rischia quindi di rovinare l’estate, dovremmo cercare di rilassarci per affrontare con nuove energie l’inverno e i suoi mille impegni, e invece ci stressiamo maggiormente, e sprechiamo le energie peggio che a lavoro. Ma da cosa nasce questa fonte di stress?

Perché esiste la gelosia
La gelosia è uno dei sentimenti più antichi nell’uomo, essa nasce proprio per preservare la specie e permettere all’uomo e la donna di continuare a prendersi cura l’uno dell’altra.
La gelosia ha infatti origini preistoriche, attraverso di essa l’uomo si assicurava che la donna fosse posseduta solo da lui, così da aver maggiore certezza che i figli fossero suoi, attivandosi in tal modo a salvaguardare la loro crescita, procurando loro cibo e difendendoli dalle insidie.
Anche la donna preistorica attraverso la gelosia si assicurava di avere un futuro, una prole e che questa fosse ben nutrita e protetta dall’uomo che l’aveva avuta. Infatti con la gelosia la donna teneva lontane le altre femmine assicurandosi che l’uomo avrebbe provveduto: prima ad ingravidare lei, e poi a proteggerla assieme ai suoi piccoli dalle insidie, procurandole il cibo da dividere con i suoi figli mentre essa provvedeva ad allattarli e a difenderli nell’immediato.
Anche se i motivi che vi erano alla base al giorno d’oggi diventano un po’ futili, la gelosia affondando le sue radici in epoca così primordiale, seppur in diverse tonalità, ci riguarda un po’ tutti, ma perché d’estate si presenta più forte?

Estate e gelosia
Con il caldo estivo non è una novità che ci si scopra maggiormente:andare in giro così svestiti provoca diverse gelosie, sia nei confronti di chi guarda che nei confronti di chi è guardato, questo è un concetto abbastanza popolare. Ma quello che forse non tutti sanno è che effettivamente andare in giro in abiti succinti o comunque essere immersi in un ambiente seminudo rende le persone più disinibite (anche sessualmente), come se il ruolo di donne e uomini venisse spogliato assieme agli abiti. Questo capita nelle calde città, e maggiormente amplificato risulta essere sulle spiagge dove si è addirittura in “biancheria intima”.
La disinibizione estiva se da una parte offre l’utilità di non farci morire di caldo facendoci spogliare con più disinvoltura, dall’altra rischia realmente di compromettere i rapporti, da un lato per la gelosia che scatena, dall’altro per le situazioni che effettivamente va a creare: non è un caso che d’estate vengano messe da parte le formalità e diventi più facile fare nuove amicizie, creando nelle menti nuove voglie e tentazioni. Per tali motivi d’estate non solo aumenta il livello della gelosia, ma aumentano anche le occasioni per essere gelosi.
Così se in primavera nascono gli amori, spesso in estate, dilaniati dal mostro con gli occhi verdi, muoiono. Ma è sempre così? Oppure esiste anche una sorta di gelosia positiva? Ed è possibile domare il mostro?

La gelosia positiva
In fin dei conti, provenendo da una necessità di preservazione della specie, la gelosia nasce come sentimento positivo nel rapporto di coppia, basta che essa non arrivi a livelli patologici o che non superi il limite di reciproca sopportazione.
La gelosia ha infatti diverse utilità nel rapporto di coppia, essa ad esempio induce il partner ad occuparsi maggiormente dell’altro per non farlo scappare (ovviamente se non si arriva al soffocamento); induce anche ad occuparsi maggiormente di se stessi, migliorandosi a livello caratteriale ed estetico (ad esempio evitando la sciatteria e il disordine) per reggere le competizioni esterne; inoltre la gelosia permette di guardare il partner con occhi nuovi, così che la fiamma rimanga accesa (o si riaccenda) rielaborando tecniche di seduzione e conquista, evitando che si cominci a dare l’altro per scontato. Ad esempio è considerata una tecnica comune e utile cercare di attirare l’attenzione verso di sé, quindi di attrarre il partner, quando ci si sente gelosi di qualcun altro. Questa è una tecnica usata soprattutto dalle donne, i ruoli dei sessi e il modo in cui hanno sviluppato la gelosia nei secoli, hanno infatti creato alcune differenze nel vivere la gelosia, sebbene sia necessario stare sempre attenti alle generalizzazioni.

Gelosia maschile e femminile
La differenza più primordiale tra uomo e donna, è che la donna è maggiormente gelosa se l’uomo si guarda in giro, in quanto cacciatore; mentre l’uomo è maggiormente geloso se la donna si mette in mostra, in quanto preda. Ognuno cerca atavicamente di difendere la propria posizione: la donna cerca di evitare che il proprio uomo si guardi in giro perché ha bisogno della sua protezione, l’uomo si preoccupa che la propria donna non si faccia preda di altri per essere sicuro della sua prole. Pensate quindi come sia problematica l’estate per entrambi i sessi!
Ma oltre alle differenze nei tipi di gelosia, vi sono differenze anche nei modi di viverla e sentirla.
Le donne dichiarano più apertamente la loro gelosia, senza far mancare vive scenate quando il proprio compagno guarda le altre o fa il piacione. Gli uomini invece sono più orgogliosi e non amano ammettere la loro gelosia, essi soffrono dentro piuttosto che chiedere spiegazioni alle loro compagne, rischiando di portare per anni rancori nascosti causati da dubbi inespressi.
Se l’atteggiamento delle donne può sembrare più fastidioso per chi lo subisce, rispetto a quello dell’uomo, bisogna però far notare che è più salutare. Infatti innervosirsi e mettere in atto scenate, se sul momento può causare mal di testa e fievoli disordini psicosomatici (come acne e mal di pancia); trattenere la gelosia come fa l’uomo accorcia letteralmente la vita aumentando (nella maggioranza dei casi) la pressione arteriosa e quindi il rischio di infarto, in altri casi provocando gravi ulcere o causando una depressione tale che può portare anche ad atti estremi.
Bisogna però far notare che se da un lato l’uomo si tiene tutto dentro per mantenere il ruolo di “duro”, dall’altro è la donna che generalmente non regge le scenate di gelosia, cosa in cui è molto più avvezzo l’uomo.
C’è però una cosa che accomuna entrambi i sessi, ovvero il rimuginare sui comportamenti del partner che hanno indotto la gelosia: attenzione petò a questi pensieri perché spesso nella fantasia ingrandiscono portando a un inutile e più grande dolore.
La fantasia ha infatti un ruolo centrale nella gelosia, spesso si è gelosi delle cose che si immaginano e non di quelle che accadono realmente, perché nel momento in cui vengono immaginate è come se diventassero reali, con tutto il dolore che portano e la gelosia che giustificherebbero.
Infine un’ultima differenza è nei modi di agire nel caso la gelosia sia poi confermata da un tradimento. In questi casi l’uomo reagisce più attivamente, affrontando la partner e a volte anche il terzo, mentre le donne reagiscono passivamente cadendo in stati depressivi e ansiosi. Entrambi i comportamenti sono sicuramente da imputarsi a retaggi del passato: la vendetta dell’uomo tradito non più sicuro della sua stirpe e la paura dell’abbandono nella donna non più sicura della sopravvivenza della prole.

Riflettendo sotto l’ombrellone
Tra estate e preistoria si è cercato di dare un volto al mostro dagli occhi verdi: avere cognizione di cosa sia la gelosia può aiutare a circoscrivere questo sentimento, ma se quest’estate non riuscirete a trattenervi dal fare scenate o a “rosicare” dentro di voi, vi aspetto su Golem a settembre per parlare delle soluzioni da mettere in atto per lenire questo vostro dolore.
Vorrei lasciarvi però con una riflessione: spesso siamo gelosi del partner perché crediamo non di avere qualcosa che piacerebbe a noi possedere (magari quei begli occhi verdi della ragazza dell’ombrellone accanto, o magari l’atleticità del ragazzo che gioca a racchettoni); questo ci rende gelosi del nostro partner e invidiosi di chi invece ha quella caratteristica, non ci rendiamo conto che magari  al partner piace qualcos’altro; forse ama proprio quella simpatica goffaggine che ci caratterizza (dopotutto sta con noi), e chissà, magari ama proprio quell’aspetto di noi che ci rende insicuri e perciò gelosi. In definitiva siamo gelosi di ciò che piace a noi e non di ciò che piace realmente all’altro: e se fossimo gelosi di fantasie e invidiosi delle persone sbagliate?
Tra una riflessione e l’altra, buone vacanze.
Dalila Liguoro
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Dalila Liguoro
Dalila Liguoro
Informazioni sull'autore

Nata a Milano nel 1977, vive e lavora tra Milano e Lainate dove ha aperto due studi di Psicologia e Grafologia. Di matrice interattivo-cognitiva, ha sviluppato la teoria del Ruolo e del Personaggio della quale si serve nei suoi corsi sull'autostima e di geragogia. 
Pioniera delle consulenze online, dedicate a coloro che non possono raggiungere gli studi facilmente.
Specializzata in criminologia; organizza gruppi d'aiuto per chi subisce violenza o convivenze difficili, ed è consulente di studi legali per perizie psicologiche e criminologiche.
Specializzata in grafodiagnosi e successivamente in perizia grafotecnica. Svolge corsi di Grafologia sia per privati che per aziende. Collabora con diversi avvocati e con il tribunale di Milano per il quale è consulente di ufficio.
Collabora con centri culturali e università dedicate agli adulti e alla terza età
Esperta psicologa in ambito sportivo, collabora con diverse palestre, circuiti, organizzazioni sportive e riviste dedicate allo sport.
E' stata presentatrice e autrice di rubriche dedicate alla psicologia e alla grafologia per TeleNBC e Tele Cuore.

http://www.facebook.com/spaziopsichico

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