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Mobbing, conseguenze e rimedi

Mobbing, dal danno alla soluzione

13 Luglio 2012 di 

Tachicardia, cefalea, e gastrite. Ansia, stress, depressione e insonnia: le conseguenze colpiscono non solo chi lo subisce ma anche chi lo fa. Per difendersi recuperiamo l’equilibrio, raccogliamo documentazione e riscopriamo il dialogo tra colleghi.

Mobbing, dal danno alla soluzione
In queste settimane stiamo parlando di mobbing, ovvero quella modalità comportamentale psicologicamente violenta perpetrata da uno o più individui a danni di un altro, soprattutto nell’ambiente lavorativo.
Dopo aver parlato negli scorsi articoli (correlati alla pagina nella colonna a destra) della nascita di questo concetto, di come tale situazione venga affrontata in Italia e di come nasca il mobbing passo dopo passo, oggi parleremo di quali danni può causare e di come affrontarlo. Dedicheremo inoltre un capitoletto ai consigli per coloro che vogliono iniziare a fare del mobbing. Non vi indignate e non vi meravigliate: continuate a leggere, solo così potrete giudicare.

Danni causati da mobbing

E’ opinione giusta e diffusa che il mobbing di per sé non sia una malattia, ma è comunque una condizione grave e spiacevole in cui ci si trova a livello di interazioni, in particolare per quanto riguarda l’ambiente lavorativo, il quale occupa la maggior parte del tempo dell’individuo, portando quindi a gravi, talvolta gravissimi problemi.
Per quanto riguarda i sintomi fisici il mobbing può portare a tachicardia, cefalea, problemi epidermici, frequente sudorazione e gastrite.
Per quanto riguarda i danni psicologici subire attività di mobbing può portare ad ansia, stress, depressione, perdita dell’autostima, difficoltà di adattamento, nervosismo, insonnia, isolamento sociale, problemi relazionali e desiderio di porre fine alla propria vita.
Molti di questi problemi già singolarmente, non sono da sottovalutare, e possono portare ad ulteriori conseguenze gravi che vanno ad intrecciarsi con problemi fisici; nel mobbing questi problemi si sommano tra loro, rendendo il quadro sintomatico ancora più grave e complesso.

Perché non fare mobbing
Ovviamente non siamo un paese di agnelli, e l’argomento del quale stiamo parlando potrebbe interessare anche possibili mobber, allora voglio dedicare a loro un capitoletto con l’intento di dissuaderli.
Se i danni dei quali abbiamo appena parlato non convincono umanamente a rinunciare alle azioni di mobbing, e nemmeno le possibili conseguenze legali costituiscono un deterrente, vediamo un motivo per cui fare del mobbing non conviene alla persona stessa che lo attua.
Nel momento in cui si inizia a fare del mobbing rischia di cominciare un periodo di nervosismo, certamente di ossessione verso la vittima. Il mobber si ritrova a pensare alla sua vittima più spesso di quanto pensi al proprio partner: questo può creargli dei problemi nelle relazioni e inoltre impegnarsi mentalmente per molte ore della giornata su come mettere in cattiva luce la propria vittima, ridurrà gravemente la sua stessa produttività provocando stanchezza e stress.
Ovviamente questo è vero per coloro che danno inizio all’azione di mobbing. Per gli altri che seguono come pecore in un branco, posso solo consigliare di pensare con la propria testa e di riflettere sul fatto che ciò che talvolta viene confuso come un semplice gioco per qualcun altro può avere esiti molto gravi.

Come prevenire il mobbing
Una prima prevenzione può essere proprio rendere consapevoli i responsabili del mobbing dei danni che loro stessi ne riceveranno, ma poiché raggiungere l’orecchio, o la mente, del mobber non è così facile, vediamo altri tipi di prevenzione.
A livello aziendale sarebbe utile far sì che questa disponga di un buon livello comunicativo, ovvero che vi sia la possibilità di esprimere le proprie opinioni ed insoddisfazioni, il problema però è che spesso è l’azienda stessa a favorire o addirittura ad attuare il mobbing (come abbiamo visto nel capitolo dedicato alle motivazioni che inducono a fare mobbing nello scorso articolo).
Allora che fare? Lì dove l’individuo non può contare sull’azienda, può contare solo su se stesso, sicuramente un equilibrio a livello caratteriale costituisce terreno poco fertile per i mobber. Il primo consiglio è quindi sicuramente quello di sviluppare un maggiore equilibrio con se stessi, così da vivere con più forza e resistenza i problemi sul lavoro. Ma se il mobbing sia già iniziato, o sia in procinto di iniziare (e quindi sia troppo tardi per costruire il proprio equilibrio), vediamo come resistere con soluzioni più pratiche e veloci.

Come resistere ai soprusi del mobbing
Per prima cosa non bisogna cedere alla depressione: quando iniziano azioni di mobbing, è utile per non farsi abbattere pensare ai danni che si stanno auto-provocando i mobber. Un altro pensiero per non scoraggiarsi è avere la consapevolezza di non essere gli unici: vi sono altre persone che soffrono e che hanno sofferto per questi atteggiamenti. In questo caso non solo si avvera la situazione per cui mal comune mezzo gaudio, ma si può avere la certezza che “grazie” a questo ampio numero si stanno compiendo molti studi per aiutare e risollevare, anche con risarcimento, il lavoratore mobbizzato.
E a proposito di risarcimenti: si possono ottenere ma bisogna evitare di fare troppe assenze e di dare le dimissioni, altrimenti si rischia con le troppe assenze di passare dalla parte del torto e con le dimissioni di perdere alcuni diritti.
Invece molto utile potrebbe essere raccogliere la documentazione di tutto ciò che sta accadendo, segnare tutto quello che si sta subendo con tanto di data e orario, e tenere un diario di quello che sta accadendo sul piano psico-fisico. Oltretutto tenere un diario può avere anche un effetto catartico ed eliminare parte dello stress, evitando di “scoppiare” con gli altri a voi vicini.
Utile è anche trovare degli alleati, e se non ci si riesce all’interno della propria azienda, potrebbe comunque essere propizio cercarne al di fuori, sia nel sostegno degli affetti che in professionisti che potranno aiutare a denunciare o a risolvere l’accaduto.

Resistere alla tentazione di farsi suggestionare
Arrivati a questo punto, diventa però doveroso fare un’ammonizione: spesso una notizia si trasforma in profezia, e la maggior parte delle volte le profezie tendono ad avverarsi non per sensibilità esoterica del profeta ma per suggestionabilità del pubblico. Dunque, dopo aver letto questo articolo state attenti a non interpretare come mobbing piccoli e normali screzi tra colleghi. Così facendo rischiereste solo di sgretolare realmente i rapporti creandovi da soli situazioni di mobbing. Mi sembra che il mio collega mi tratti male, forse mi fa del mobbing: a questo punto lo guarderete con sospetto, lui si sentirà trattato come non merita, e realmente comincerà a farvi dell’ostruzionismo. Addirittura potreste rischiare di arrivare voi a fare del mobbing inconsapevole: poiché ho la sensazione che il mio collega mi stia trattando male con l’intenzione di farmi del mobbing, reagirò io per primo.
Il lavoro è sempre duro e i rapporti con il capo e con i colleghi possono essere non tanto amichevoli, ma evitate di suggestionarvi ed evitate di dare una nome errato alla normalità: il mobbing è una cosa seria!
Dalila Liguoro
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Dalila Liguoro
Dalila Liguoro
Informazioni sull'autore

Nata a Milano nel 1977, vive e lavora tra Milano e Lainate dove ha aperto due studi di Psicologia e Grafologia. Di matrice interattivo-cognitiva, ha sviluppato la teoria del Ruolo e del Personaggio della quale si serve nei suoi corsi sull'autostima e di geragogia. 
Pioniera delle consulenze online, dedicate a coloro che non possono raggiungere gli studi facilmente.
Specializzata in criminologia; organizza gruppi d'aiuto per chi subisce violenza o convivenze difficili, ed è consulente di studi legali per perizie psicologiche e criminologiche.
Specializzata in grafodiagnosi e successivamente in perizia grafotecnica. Svolge corsi di Grafologia sia per privati che per aziende. Collabora con diversi avvocati e con il tribunale di Milano per il quale è consulente di ufficio.
Collabora con centri culturali e università dedicate agli adulti e alla terza età
Esperta psicologa in ambito sportivo, collabora con diverse palestre, circuiti, organizzazioni sportive e riviste dedicate allo sport.
E' stata presentatrice e autrice di rubriche dedicate alla psicologia e alla grafologia per TeleNBC e Tele Cuore.

http://www.facebook.com/spaziopsichico

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