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Dal nulla al libro: i costi fiscali di magazzino

19 Aprile 2012 di 

Un libro rappresenta un potenziale ricavo nel momento in cui la casa editrice investe dei soldi per produrlo e distribuirlo. Proprio per questa ragione lo Stato passa una prima volta a incassare l’Iva, che l’editore paga sì agevolata, ma anticipata, direttamente in tipografia. A fine anno arriva poi, come per tutti, il resto della mazzata, ma non finisce qui.

Dal nulla al libro: i costi fiscali di magazzino
La scorsa settimana abbiamo visto rapidamente a quali problematiche, in ordine di costi e di spazio, vada incontro l’editore dovendo allestire e gestire il suo magazzino. Esiste un altro ordine di problemi, piuttosto odiosi, riguardo la gestione del magazzino, e rientrano nell’aspetto fiscale. Nessuno mette in previsione queste problematiche, quando avvia un’attività editoriale, ma quando le scopre non può fare a meno di lamentarsi contro la sorte meschina e bara e contro un sistema fiscale nazionale che strangola senza pietà chi paga le tasse.

Un libro rappresenta un potenziale ricavo nel momento in cui la casa editrice investe dei soldi per produrlo e distribuirlo. Proprio per questa ragione lo Stato passa una prima volta a incassare l’Iva, che l’editore paga sì agevolata, ma anticipata, direttamente in tipografia. A fine anno arriva poi, come per tutti, il resto della mazzata, ma non finisce qui.

All’inizio dell’anno solare e fiscale ogni libro rimasto in magazzino dall’anno precedente (sia nel magazzino della casa editrice che in quello del distributore che sugli scaffali delle librerie) continua a rappresentare per il Fisco un potenziale ricavo, anche se si tratta di un volume vecchio di dieci anni che ormai in libreria non mette quasi più piede e vende magari una copia l’anno. Poiché questi libri giacenti in magazzino rappresentano un valore e un potenziale guadagno, su ogni singolo volume va ripagata l’Iva, sebbene anno dopo anno il valore del libro si svaluti di un tot e quindi il peso dell’Iva si abbassi (ma aumenta il numero delle pubblicazioni, quindi l’impatto è fortissimo). A fine anno lo stesso volume, se rimasto invenduto, rappresenta un costo per la casa editrice perché il guadagno presunto o possibile non è stato realizzato. Rendiconto alla mano, quindi, all’inizio di ogni anno fiscale l’editore deve, in base alle copie che ha in giacenza, calcolare il potenziale guadagno e ripagare l’Iva, che in parte – forse – recupererà a fine anno fiscale, per ripetere ogni anno lo stesso tortuoso e assurdo procedimento. È uno stillicidio che non riguarda solo quanto sopra descritto ma anche i costi di gestione di questo meccanismo attraverso un commercialista che, come noto, non vive d’aria e d’amore e costa, costa caro. È, se vogliamo, il solito principio italico per il quale la piccola o media azienda deve pagare, a e caro prezzo, la colpa che ha d’esistere, nonostante produca ricchezza e posti di lavoro.

L’alternativa, allora, come dicevamo la scorsa settimana, consiste nell’aberrazione del progetto editoriale, ovvero nel macero. Distruggere i libri è l’unico modo per non continuare a pagarli, quindi per non continuare a pagare salatamene il sogno di vivere facendo (si spera buona) cultura. A rimetterci, alla fine, è sempre – in prima battuta – il libro e chi con amore lo produce. In seconda battuta – ma di questo ci si accorge sempre in ritardo – a rimetterci siamo semplicemente tutti.
Luca Leone
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Luca Leone
Luca Leone
Informazioni sull'autore
Giornalista professionista, cofondatore e direttore editoriale della casa editrice Infinito edizioni. Ha scritto o scrive, tra gli altri, per Liberazione, Avvenimenti, Internazionale, Modus Vivendi, Il Venerdì di Repubblica, Popoli e Missione, Medici Senza Frontiere, Galatea, Vita, Misna, Il Cassetto. Ha scritto: - Infanzia negata, Prospettiva edizioni, Roma, 2003; - Il fantasma in Europa. La Bosnia del dopo Dayton tra decadenza e ipotesi di sviluppo, Il Segno dei Gabrielli, Verona, 2004; - Anatomia di un fallimento. Centri di permanenza temporanea e assistenza (a cura di), Sinnos editore, Roma, 2004; - Srebrenica. I giorni della vergogna, Infinito edizioni, Roma, 2005 (seconda edizione, 2007); - Uomini e belve. Storie dai Sud del mondo, Infinito edizioni, 2008; - Bosnia Express, Infinito edizioni, 2010; - Saluti da Sarajevo, Infinito edizioni, 2011.
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Dal nulla al libro: i costi di promozione
Tutte le piccole case editrici si trovano a dover fare il massimo con i mezzi che hanno, talvolta per ottenere con immane fatica giusto il minimo, contando soprattutto sul tam tam internettiano e degli eventuali fan dell’autore del momento.
Dal nulla al libro: i costi legati al pagamento dei diritti d’autore
Una volta pubblicata l’opera, c’è il codice Isbn a proteggerla per tutta la durata del contratto stipulato con l’editore. È in questo contratto che l’autore e l’editore devono fissare il compenso derivante dalla cessione del diritto d’autore dal primo al secondo: pubblicazione, riproduzione, trascrizione, rappresentazione, distribuzione, traduzione, elaborazione, vendita vanno adeguatamente regolate nel contratto d’edizione.
Dal nulla al libro: le presentazioni, i costi di viaggio, vitto e alloggio
Ipotizzando anche soltanto 150 euro per ogni iniziativa, se moltiplichiamo questa cifra per una media di 500 eventi all’anno otterremo una spesa mostruosa che nessuno, nemmeno i grandi editori, può permettersi. Ed è improbabile che le vendite dei libri vadano a coprire questi costi.
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Con il decreto 30 marzo 2010, “Tariffe postali agevolate per l’editoria”, il ministero dello Sviluppo economico insieme al ministero dell’Economia di fatto eliminavano la Tariffa editoriale ridotta per gli editori. Nel volgere di 24 ore l’intera programmazione di budget di migliaia di aziende editoriali italiane veniva sconvolta con un incremento medio del 700 per cento dei costi di spedizione.
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Un libro rappresenta un potenziale ricavo nel momento in cui la casa editrice investe dei soldi per produrlo e distribuirlo. Proprio per questa ragione lo Stato passa una prima volta a incassare l’Iva, che l’editore paga sì agevolata, ma anticipata, direttamente in tipografia. A fine anno arriva poi, come per tutti, il resto della mazzata, ma non finisce qui.
Dal nulla al libro: i costi di magazzino
Sono legati non solo all’affitto o all’acquisto dello spazio ma anche alla sua messa in sicurezza, alla movimentazione interna dei libri, alle assicurazioni, alle tasse, alla manutenzione e così via.
Dal nulla al libro: i costi di distribuzione
Avere un distributore vuol dire anche dover rinunciare a una percentuale che, a seconda dei contratti, può variare dal 50 al 65 per cento degli incassi di tutto ciò che viene venduto in libreria o sul Web.
Dal nulla al libro: ciò che i lettori (a volte) non sanno
Dai costi redazionali e a quelli amministrativi (di cui già si è parlato) a quelli di distribuzione, a quelli di distribuzione, di magazzino, di trasporto, di viaggio, di promozione per finire con quelli legali, fiscali e di pagamento dei diritti.
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Categoria a rischio è quella degli autori frustrati, quelli che hanno vinto al primo libro il premio della critica in un concorso bandito in un paesino montano di 21 abitanti.
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Come spiegare ai milioni di aspiranti grandi scrittori italiani che per creare un best seller servono 50-60.000 euro e tanta fortuna? E che per scrivere un buon libro prima bisogna leggerne almeno un centinaio?

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