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Quando la crisi non è solo intorno a noi

18 Agosto 2011 di  Maristella Angeli

Ho incontrato due mie colleghe, tutte e tre eravamo insegnanti di Educazione Fisica riciclate come insegnanti di Sostegno. Nessuno ci ha chiesto: “Come si sta rinunciando alla propria professione, alla propria scelta?”

Quando la crisi non è solo intorno a noi

Spero che possiate essere tutti in vacanza. Ve lo auguro! Ho sentito diverse persone che mi hanno detto che avrebbero trascorso le vacanze a casa: tempo di crisi!
Spero che abbiate chiuso tutti i programmi televisivi che ci martellano con notizie di tagli alle spese, crisi e tragiche storie incredibili. Pensate che ho da poco saputo che le ore assegnate ai diversamente abili da dodici richieste, passeranno a sei quindi tutti gli alunni che precedentemente avevano nove ore di Sostegno, ne avranno solo sei. Un bel taglio di cattedre a discapito di chi ha più bisogno di aiuto. Spero che le famiglie e le associazioni si facciano sentire!
Passo all’aspetto più preoccupante di cui c’informa il TG: chi s’innamora addirittura di serial killer, di terribili assassini, sperando che con l’amore si redimano. Amara realtà quando scoprono che così non è!
In tutti i TG, martellante l’accanimento sulle morti tragiche di giovani donne. Quando le indagini sono in corso non è preferibile tacere? Come mai non si dà uno spazio equo alle buone notizie?
La dipendenza da internet da cui dicono, i ragazzi si devono liberare. I giovani, ma gran parte di adulti, forse cercano di non pensare, dato che quello che ascoltano e vedono, non è certo piacevole. C’è un interesse a generare insoddisfazione e frustrazione? Si desidera condurre i più alla rassegnazione? A cercare “altro” per non pensare?
C’è qualcuno che si preoccupa di come stiamo? Che ricorda che la salute non è l’assenza di malattie ma il benessere psichico, sociale e ambientale?
“La salute, definita nella Costituzione dell’OMS, come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”, viene considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone. Questo principio assegna agli Stati e alle loro articolazioni compiti che vanno ben al di là della semplice gestione di un sistema sanitario. Essi dovrebbero farsi carico di individuare e cercare, tramite opportune alleanze, di modificare quei fattori che influiscono negativamente sulla salute collettiva, promuovendo al contempo quelli favorevoli”  (http://it.wikipedia.org/wiki/Salute)
Quest’estate ho incontrato pittori, con notevoli titoli artistici che, alla domanda “Come mai svolgi tutt’altro lavoro?” Hanno risposto: “Non ho potuto scegliere di svolgere ciò per cui ho studiato tanto. Non ho potuto seguire la mia passione artistica. Si deve pur campare!”
Certamente, ma come si vive? Infelici e scontenti, sviliti e pressati, rinnegando se stessi e le proprie passioni? Non si può sperare neanche di realizzarle una volta in pensione. Molti saranno veramente troppo in là con gli anni e con le forze fisiche e mentali ed altri, come mio padre, potrebbero morire prima di raggiungerla.
Ho incontrato anche due mie colleghe, tutte e tre eravamo insegnanti di Educazione Fisica, riciclate, consentitemi il termine, come insegnanti di Sostegno.
Nessuno ci ha chiesto: “Come si sta rinunciando alla propria professione, alla propria scelta?”
Avremmo risposto: “Male, si sta male! Malissimo!” Ma a chi può interessare?
Le non scelte o scelte obbligate, recano danni a volte irrecuperabili: chi soffre di depressione, chi ricorre allo psicologo, chi si rassegna e dice meno male che comunque abbiamo un lavoro, e chi cerca disperatamente di non buttar via tutti i propri studi, chi si perde in internet, alcol, bingo o altro.
Chi, super specializzato, deve trovare lavoro all’estero, i tanti emigrati, chi è precario a vita, chi non ha la certezza di arrivare a fine mese, chi è costretto ad età avanzata a vivere in famiglia.
Tutto è più caro e non si sa come affrontare l’aumento del costo della vita che non è mai pari all’entrate. Si risparmia, si taglia sulle vacanze, sul vestiario e non si riesce più a mettere da parte nulla.
Sperando che qualcuno, finalmente, ci chieda come stiamo e si preoccupi della nostra salute, della serenità e benessere del popolo italiano, trascorriamo queste vacanze.
Ah, mi raccomando, leggete poesie! Sono economiche e lasciano spazio alla speranza e al sogno.

Maristella Angeli
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Maristella Angeli
Maristella Angeli
Informazioni sull'autore

Nata a Foligno nel 1957, risiede a Macerata. Scrittrice di poesie, dopo aver conseguito il Diploma ISEF a Perugia, ha insegnato Educazione Fisica e ha acquisito la Specializzazione Polivalente. Da molti anni, presta servizio come docente di Sostegno. Ha pubblicato: «Alla ricerca del proprio corpo: animazione e ricerca gestuale nell'Educazione fisica» (Lo Faro Editore, Roma 1982, didattica), «Gocce di vita» (Albatros Il Filo Editore, Roma 2008, poesia), «Tocchi di pennello» (MEF L'Autore Libri Firenze, 2008, poesia), «In ascolto» (MEF L’Autore libri Firenze, 2010, poesia), «Specchi dell’anima» (Edizioni Progetto Cultura, Roma 2010, poesia), «Il mondo sottosopra» (Rupe Mutevole Edizioni Bedonia (PR) 2010, poesia). Ha ricevuto primi premi e menzioni d’onore in concorsi letterari e di pittura.

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